Sicurezza
Il motto “Animo Ponte!” cucito sulle mascherine
La frase gridata tante volte dagli spalti del Banditori per incitare i biancorossi adesso accompagna i cittadini nella lotta contro il Covid-19
Ponte Buggianese
“Animo Ponte!”. Quante volte questa frase ha risuonato nel mitico catino del “Banditori”. Non si trattava di un vero e proprio grido di battaglia, quanto l’accorato appello rivolto agli atleti in casacca biancorossa a sputare l’anima in campo per quei colori, e a non rassegnarsi mai.
L’inventore del motto era stato Renzo Lucchesini, per tutti Mochi, sanguigno e leale primo tifoso del sodalizio pontigiano di cui ha seguito trionfi e cadute dalla nascita.
Una figura a dir poco carismatica in un paese da sempre visceralmente legato alle sorte della propria squadra di football. In un momento in cui bisogna tenere la difesa attenta sulle marcature del vivere quotidiano e buttare alla bisogna, sia pure metaforicamente, qualche pallone nella Pescia, quello slogan è tornato a pieno titolo sulla ribalta grazie all’assessore Marco Biagini, fra l’altro istruttore della scuola calcio del Ponte 2000 e molto attaccato alla tradizioni paesane.
Riguardo alle mascherine lavabili col logo del comune che la cartoleria “Riga Dritto” aveva donato a lui ed al sindaco Nicola Tesi ha avuto una intuizione nostalgico-motivazionale. In pratica ha fatto apporre sugli indispensabili dispositivi sanitari il famoso motto ed ha iniziato a farne dono alle bandiere del calcio biancorosso.
«A mio avviso “Animo ponte” – ha spiegato Biagini – oltre a ricordare “Mochi” riassume i valori veri, la tenacia, la forza di volontà e lo spirito combattivo e mai domo che il popolo pontigiano sta dimostrando nell’emergenza, tangibile solidarietà verso il prossimo e grande senso civico».
Particolarmente emozionato il figlio Niccola Lucchesini, bel giocatore ed ex valido tecnico del Chiesina: «A mio padre volevano bene tutti, specie gli allenatori (vedi le targhe di mister Lessi e Bruschini) per quel modo positivo di incitare la squadra che lo ha contraddistinto fino in fondo». La leggenda narra addirittura di uno 0-0 nel derby col Chiesina, in salute ed in palla, che si rifiutò di infierire sul pericolante Ponte. Nessun accordo. Fu solo segno di grande rispetto. –
Roberto Grazzini
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