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Montecatini

Truffato dalla banda degli assegni falsi ma la polizia ritrova i due motori spariti

Truffato dalla banda degli assegni falsi ma la polizia ritrova i due motori spariti

Recuperati dalla Polizia di Pescia i fuoribordo del valore di oltre 36.000 euro venduti dopo l’annuncio sul web. Denunciati due uomini 

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PESCIA

Numero di serie corretto, copertura garantita. Un assegno circolare in tutto e per tutto regolare ad un primo controllo in banca, ma poi risultato falso quando è arrivato alla sede centrale della Deutsche Bank per essere messo all’incasso. Come in decine e decine di altri casi avvenuti un po’ in tutta Italia, ad essere truffato da quella che sembra essere un’organizzazione malavitosa radicata in Campania, è stato il titolare di un cantiere nautico di Pescia, che, attraverso un annuncio sul web, aveva venduto due motori fuoribordo ricevendo, appunto, un assegno da 37.600 euro. Risultao poi fasullo. A salvarlo, dopo una certosina indagine che ha portato a denunciare due napoletani di 57 e 58 anni per truffa e ricettazione, ci hanno pensato i poliziotti del commissariato di Pescia, che hanno recuperato i due motori nautici prima che venissero venduti ad un’altra ignara vittima.

È stato a febbraio scorso che l’imprenditore nautico si era rivolto al commissariato di Pescia per denunciare la truffa subita. Raccontando di aver pubblicato, a gennaio, un annuncio di vendita su Subito.it di due motori nautici Suzuki e di essere stato contattato qualche giorno dopo da un sedicente cliente, che avendo valutato il prezzo vantaggioso si mostrava da subito molto interessato all’acquisto. Da lì, l’accordo per incontrarsi per la compravendita al casello autostradale di Montecatini, dove invece si era presentata una “persona di fiducia” del cliente. L’iprenditore, dopo aver fatto le dovute verifiche sull’assegno circolare emesso dalla Deutsche Bank – risultato genuino – aveva consegnato la merce. Solo quando era stato il momento della riscossione, dalla sede centrale della banca era arrivata l’amara notizia che quell’assegno era in realtà un abilissimo falso.

Dato il via alle indagini, gli investigatori del commissariato di Pescia sono dapprima risaliti ad un uomo residente in provincia di Napoli. La svolta, qualche giorno fa, quando sono venuti a conoscenza che una persona di Catanzaro aveva contattato la sede centrale italiana della Suzuki per fare delle verifiche sulle immatricolazioni dei due motori oggetto della truffa. Si trattava di una nuova vittima dei truffatori, che, ignaro della loro provenienza illecita, stava per acquistare i due motori e aveva già concordato un appuntamento pattuendo il pagamento di 33.500 euro.

I poliziotti di Pescia quindi si sono fatti dire il giorno, il luogo e l’orario fissato per l’incontro, al quale, d’intesa con la Squadra mobile di Napoli, si sono presentati due di loro, spacciandosi per l’acquirente e il suo meccanico di fiducia. Quindi, con il pretesto di voler visionare i motori prima dell’acquisto, si sono fatti portare all’interno del rimessaggio nautico dove si trovavano i due motori, ancora imballati nelle loro gabbie di trasporto. E lì hanno tirato fuori i tesserini.

Dopo le procedure di rito, i motori sono stati sottoposti a sequestro in attesa della riconsegna al legittimo proprietario, mentre i due napoletani sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per i reati di ricettazione e truffa. —

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di Redazione web