Il dolore
«Game over, tempo scaduto in Comune per le Terme»
Nell’incontro del Comitato commercianti Montecatini al caffè Centrale Bonvicini attacca la giunta: «Manca un progetto città»
MONTECATINI. Un documento da consegnare – magari sbattendo anche i pugni – sul tavolo di Regione e Comune, contenente un progetto di rilancio per la città e le sue terme. Ma prima di farlo Andrea Bonvicini, portavoce del Comitato commercianti, si è voluto accertare di «avere alle spalle un esercito sul quale contare».
“Soldati” (tanti negozianti, qualche albergatore) che si sono ritrovati giovedì 11 giugno al bar Centrale e che si sono detti pronti a tornare a manifestare, anche a Montecatini (come quattro mesi fa a Firenze, quando dalla Valdinievole partirono in poco meno di 200) qualora le loro istanze fossero ancora disattese. E la novità è che gli strali degli imprenditori non sono diretti solo contro la Regione, ma stavolta sanciscono anche la fine della tregua con l’amministrazione comunale.
Bonvicini parla di «promesse» e di «annunci», ma anche di «assenza di un progetto città, dato che mancano decoro, e pulizia».
«C’è chi dice che le nostre – prosegue il commerciante – sono azioni estemporanee, ma noi abbiamo investito, le istituzioni no. Non hanno i soldi? Perché noi, invece, li abbiamo? Si va in banca e si chiede un prestito. E invece c’è immobilismo, incapacità e mancanza di volontà di fare le cose. La città è un deserto, non c’è alcun motivo per venirci e la colpa non è certo degli imprenditori, ma di chi ci amministra».
Poi l’attacco si fa ancora più duro. «Abbiamo dato fiducia – dice il titolare della nota boutique – a persone che dovevano cambiare il corso della storia. Se non sono in grado di farlo devono andare a casa. Da loro pretendiamo il rilancio del territorio e non mi va bene che restino supine alle scelte regionali».
La scarsa presenza di albergatori all’incontro è poi sottolineata da uno di loro. «Ho parlato coi presidenti di Assohotel e Apam – dice Stefano Pucci – ma mi hanno detto di essere rimasti spiazzati per aver letto dell’appuntamento sui giornali».
Ma Bonvicini non ci sta: «Ho invitato tutte le associazioni, ma da loro non ho avuto risposta. Qual è il problema? Che sono io a fare proposte? Perché le nostre esigenze non sono state portate avanti da quelle persone che in teoria hanno una visione più ampia della nostra?».
«Ho parlato con il sindaco e mi ha detto che c’è un progetto», annuncia Pucci. Ma anche in questo caso Bonvicini replica con il suo “game over”: «Non facciamoci più prendere in giro, il progetto non esiste. Lo staff che era stato incaricato di farlo ha semplicemente proposto di chiudere l’Excelsior per sistemare il bilancio e lasciare aperti Tettuccio e Redi. Comunque il Comune, se lo ha davvero, questo progetto, ce lo presenti. Il tempo è finito».
Poi mirino puntato anche contro la Regione: «Ha già smentito le promesse fatte e il progetto che ha in mente è di tipo ragionieristico: parla di risanare le uniche due strutture (Tettuccio e Redi) che generano utili».
E a svelare il progetto dell’amministrazione è l’albergatore (ed ex consigliere di Forza Italia) Eugenio Pancioli: «Il Tettuccio viene acquistato dalla Regione e gestito dal Comune, la Montecatini Parcheggi si occupa della Torretta, le Excelsior vengono vendute, alle Leopoldine si cerca un privato che possa terminare i lavori e gestire lo stabilimento per 30 anni».
«Prepareremo – conclude Bonvicini – un documento da sottoporre alle istituzioni e che prevede investimenti su Tettuccio, Excelsior, Lepoldine e Salute. Se non verrà recepito organizzeremo un piano di manifestazioni». —
David Meccoli .
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