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Chiesa sbarrata da 6 anni, parte un esposto

Maria Salerno
Chiesa sbarrata da 6 anni, parte un esposto

Il comitato cittadino costituitosi nel 2016 si è rivolto al prefetto. L’edificio religioso e parte del cimitero sono a rischio crolli

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PESCIA

Un esposto in prefettura per portare all'attenzione delle autorità l'annosa questione della chiesa monumentale del cimitero comunale, chiusa – per motivi di inagibilità e rischio di ulteriori crolli – ormai da 6 anni. Lo ha presentato, nei giorni scorsi, il comitato cittadino costituitosi spontaneamente nel 2016 proprio per stimolare l'amministrazione comunale, in qualità di esclusiva proprietaria, a provvedere al restauro e conseguente riapertura della chiesa monumentale. Tale chiusura, infatti, rende di fatto impossibile la visita e la cura, da parte dei familiari, delle tombe custodite all’interno dell'edificio. E questo per i cittadini, dopo tutti questi anni, è diventato inaccettabile.

Dall'ottobre del 2014, quando fu chiusa per inagibilità, si sono susseguiti numerosi ed accorati appelli – sia da parte di privati cittadini che dello stesso comitato e persino da parte della Curia pesciatina –. Alla fine del 2016 il comitato ha raccolto anche 800 firme, poi consegnate al sindaco Oreste Giurlani proprio allo scopo di ottenere dal Comune l’avvio dell’iter di restauro della chiesa e della struttura monumentale del cimitero (anche questa poi chiusa, a seguito di crolli, dall’estate 2018), ma a nulla è servito. Da qui l'iniziativa di questi cittadini, intrapresa con l’assistenza di alcuni legali, di depositare in Prefettura a Pistoia, un esposto-lettera aperta, rivolto al prefetto Gerlando Iorio per giungere ad una reale risoluzione di una vicenda, che gli stessi membri del comitato hanno definito “non più tollerabile, né sostenibile dalla cittadinanza di Pescia, privata da più di 5 anni della possibilità di recarsi nella chiesa e struttura monumentale del cimitero stesso”.

Il comitato si è dichiarato “stufo delle promesse del primo cittadino”, ripetute, fino alla noia, come un “giradischi rotto”, in ogni occasione, comprese le “dirette Facebook”.

“Il rappresentante più alto dell’istituzione comunale ha ripetuto recentemente che occorrono trecentomila euro per il restauro – si legge nel documento – che conta molto sull’Art-Bonus e che il progetto, redatto e regalato al Comune da un progettista (non meglio identificato), è pronto. Bene: invitiamo il primo cittadino ad esporlo durante una delle sue tante dirette”.

Per quanto riguarda l’Art Bonus, il comitato ricorda al primo cittadino che “ben vengano eventuali elargizioni (soggette ad un credito d’imposta pari al 65 per cento dell’importo donato) da parte del privato e aziende, ma ovviamente la parte del leone deve essere fatta dall’amministrazione comunale (proprietaria dell’immobile), molto efficiente a trovare fondi e finanziamenti nei confronti di altre iniziative”. —

Maria Salerno

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