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lutto 

È morto Bianchi, direttore marketing delle Terme Spa negli anni di Gori

David Meccoli
È morto Bianchi, direttore marketing delle Terme Spa negli anni di Gori

Vasto cordoglio sui social, i funerali si sono svolti ieri nella chiesa di San Francesco a Montecatini. «Una vita per l’azienda»

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MONTECATINI. Una vita passata alle Terme, con incarichi sempre più importanti (fino alla “scure” dei gestori ascolani, che andò a colpire anche lui personalmente), e davvero tanti amici che ora lo piangono (e lo dimostra la valanga di messaggi di cordoglio che si sono moltiplicati ieri sui social network).

Alberto Bianchi, 77 anni, è morto nel tardo pomeriggio di lunedì 1 giugno all’ospedale di Pescia, dove era stato ricoverato sabato scorso per alcuni accertamenti (il funerale si è svolto ieri, mercoledì 3 giugno, nella chiesa di San Francesco a Montecatini). Quattro anni fa era stato colpito da un infarto che aveva lasciato il segno in un fisico già debilitato da altre patologie e che stavolta non ha retto, lasciando nello sconforto la moglie Daniela Dami (già componente del coordinamento locale di Forza Italia, partito con il quale si era anche candidata alle ultime elezioni), i figli Nicola e Veronica, la nuora Martina e la nipotina Asia.

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Bianchi era un “bagnaiolo doc”, uno che aveva imparato il mestiere alle Terme e che lo aveva poi tramandato a chi, in viale Verdi, è venuto dopo di lui. «Mi ha insegnato tutto e per questo lo stimavo», dice Massimo Guidi, dipendente nella stessa azienda. “Alberto – scrive su Facebook la moglie Daniela – è tra coloro che hanno dato il meglio della loro professione alle Terme. Gli anni d’oro ci sono stati anche con lui, braccio destro dell’ingegner Ennio Gori. Ricordiamolo dunque nella luce degli anni più belli della nostra comunità”.

Da autentico “braccio destro” di Gori, Bianchi è stato direttore marketing e commerciale delle Terme, ne ha curato la promozione (parlava più di una lingua, anche se il suo “forte” era il tedesco) e ha coordinato il centro benessere all’Excelsior (dove aveva il suo ufficio) fin dalla sua nascita.

«Mio padre ha dedicato alle Terme buona parte della sua vita – dice il figlio Nicola – e lo ricordo spesso lontano da casa, in giro per portare Montecatini in Europa. È sempre stato un uomo onesto, un gran lavoratore che non si è mai lamentato di nulla. Di poche parole, ma dalla battuta facile, in grado di mettere a loro agio le persone».

Poi la “drammatica” (per tutta la città) esperienza della privatizzazione, con i gestori ascolani che – probabilmente per voler dare una svolta “in grande” alla società – misero da parte, all’inizio degli anni Duemila, la “vecchia guardia”. Bianchi si ritrovò messo in un angolo nell’azienda che lo aveva ospitato fin da giovane.

«Volevano che passasse il suo tempo a leggere i giornali, piuttosto che lavorare seriamente come aveva sempre fatto», dice un suo ex collega. E allora preferì farsi davvero da parte e accettare il pensionamento.

Negli ultimi anni, al di là dei tanti problemi di salute che lo hanno periodicamente tormentato, aveva deciso di tornare a imbracciare il fucile, lui che era stato in gioventù un cacciatore. Ma stavolta si ritrovava con un gruppo di amici alle Colmate, a Ponte Buggianese, per sparare, con una carabina ad aria compressa, contro un bersaglio fisso. Specialità con la quale è diventato, nel 2015, anche campione d’Italia. «Sportivo, ha dato il meglio di sé in questa ultima gara: quella della vita», dice la moglie Daniela. —

David Meccoli .

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