Il dolore
«Un’indagine lunga e difficile senza aiuto di intercettazioni»
Il “bravo” del comandante provinciale dell’Arma ai suoi investigatori, alla quarta operazione di questo genere nell’arco di un anno e mezzo
MONTECATINI
Non è stata un’indagine semplice. Soprattutto perché è stato necessario portarla avanti con i metodi investigativi tradizionali: pedinamenti, appostamenti, raccolta delle testimonianze. Nessuna intercettazione telefonica o ambientale insomma, che sarebbe stata di fatto resa inutile dall’impossibilità di comprendere le conversazioni tra gli indagati, fatte sempre in uno dei tanti dialetti nigeriani. E per questo il colonnello Gianni Fedeli – comandante provinciale dell’Arma – ha messo una particolare enfasi nel “bravi” che ha voluto pubblicamente tributare ai suoi uomini della Stazione di Montecatini, coordinati dal luogotenente Biagio D’Errico.
«Un’indagine che è stata portata avanti interamente dalla Stazione di Montecatini. Mi preme dare risalto all’operato di questi uomini perché si tratta non della prima ma della quarta da loro portata avanti nell’arco di un anno e mezzo, sempre contro lo spaccio di droga e sempre nei confronti di spacciatori nigeriani. Un impegno notevole da parte di una Stazione impegnata nel costante controllo del territorio, soprattutto in una città grande come Montecatini, in cui vi sono anche innumerevoli impegni burocratici».
«Un’attività di indagine durata all’incirca sei mesi, da ottobre a marzo scorso – aggiunge il capitano Alessandro Sorgente, comandante della Compagnia di Montecatini – ma che ha permesso di ricostruire che le cessioni avvenute nel corso del 2018 e del 2019. In tutto circa duemila cessioni di droga». —
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