Il Tirreno

Montecatini

Spaccio di stupefacenti, sgominata una banda

Il momento dell'irruzione dei carabinieri nel casolare abbandonato in cui viveva uno degli arrestati
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Il momento dell'irruzione dei carabinieri nel casolare abbandonato in cui viveva uno degli arrestati

Otto ordinanze di custodia per altrettanti personaggi coinvolti in un giro che riguardava non soltanto la Valdinievole ma anche Pistoia. Le indagini condotte dai carabinieri

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MONTECATINI. Sgominata una banda che operava tra più provincie della toscana nel traffico di sostanze stupefacenti

L’indagine, condotta dalla Stazione e supportata dal Nucleo Operativo della Compagnia dei carabinieri di Montecatini e coordinata dalla Procura di Pistoia, ha portato a otto misure di custodia cautelare in carcere e alla segnalazione di oltre trenta soggetti dediti all’assunzione di stupefacenti.

I carabinieri li hanno seguiti, pedinati, ripresi con le telecamere senza farsi notare. E li hanno incastrati con indagini tradizionali, senza l’uso di intercettazioni telefoniche o di altre diavolerie telematiche, ma con riscontri testimoniali e ricostruendo con certosina pazienza i loro spostamenti ed i fatti-reato commessi. Per sei di loro si sono quindi aperte le porte del carcere, altri due invece quelle porte le avevano già varcate per altri reati e gli atti sono stati notificati direttamente alle case circondariali ove erano ristretti.

L’indagine dei carabinieri era iniziata nello scorso mese di settembre e si è protratta fino al marzo scorso. Sulla scorta delle insistenti segnalazioni dei residenti di Montecatini Terme che da tempo avevano segnalato alcuni cittadini nigeriani quali riferimento di un gruppo di tossicodipendenti locali. Fin da subito è apparso come il gruppo svolgesse la sua attività, oltre che a Montecatini Terme, anche nei comuni di Pistoia, Prato e Monsummano Terme. La vendita dello stupefacente, principalmente eroina, avveniva a Montecatini Terme in pieno centro urbano, e nello specifico nei pressi di un Istituto scolastico locale, della Conad di via Ugo Bassi, in piazza del Popolo e nelle adiacenze delle due Stazioni ferroviarie locali; nelle città di Prato e Pistoia nelle rispettive zone adiacenti le Stazioni ferroviarie e per la sola città di Pistoia anche nei pressi di un Istituto scolastico. Infine nel Comune di Monsummano Terme lo spaccio avveniva principalmente nei dintorni di un Istituto Scolastico ove ha sede anche una scuola elementare.

Per far cadere nella trappola tutti i protagonisti dello spaccio, i carabinieri si sono mossi con passo felino, cercando di fare meno rumore possibile. La tecnica utilizzata era quella di pedinare, dopo gli appostamenti, i personaggi che avevano appena acquistato la loro dose.  I carabinieri riuscivano a recuperare la droga e a farsi indicare con precisione chi aveva ceduto la 'pallina'. La rete delle indagini si è chiusa nell’ultimo fine settimana.

Nell’arco dei sette mesi di osservazione i carabinieri montecatinesi hanno documentato la cessione di almeno 2.000 dosi di eroina. Gli indagati avevano sviluppato una fitta rete di contatti che permetteva, attraverso una suddivisione del territorio, dei ruoli e la mediazione dell’uno o dell’altro pusher, di non lasciare mai scoperta alcuna zona dalla fornitura di marijuana ed eroina, la quale veniva ceduta in strada a piccole dosi da 15-20 euro l’una.

Nello specifico, secondo quanto spiegato dai carabinieri, uno degli indagati era solito tenere i principali rapporti con i vari acquirenti fissando di volta in volta la quantità di sostanza ed il luogo di scambio nel quale poi mandava i suoi complici a concludere l’affare illecito.  

L’indagine ha consentito di acquisire elementi di responsabilità a carico di tutti gli indagati, relativi a numerosi episodi di vendita, ricostruendo e constatando nel complesso quasi 2000 cessioni di eroina oltre a quelle di marijuana, avvenute tra la fine del 2018 e l’intero anno 2019. Lavoro che ha permesso al giudice delle indagini preliminari, sulla base delle richieste del pm della Procura della Repubblica di Pistoia, di ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari e quindi di emettere il provvedimento a carico delle otto persone, per il reato continuato ed in concorso di traffico di sostanza stupefacente.

Degli otto finiti in carcere, due sono risultati privi del permesso di soggiorno.

 

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