Gioco
Come un’odissea il ritorno di tre volontari impegnati in Perù da ben due mesi
Franco Schiavelli, Pietro Vezzani ed Evandro Maltagliati che fanno capo all’associazione “Un Raggio di Sole Onlus” erano bloccati per l’allarme Covid-19
uzzano
Come per molti italiani che in questi mesi sono rimasti bloccati all’estero, anche il ritorno dei tre volontari dell’associazione “Un Raggio di Sole Onlus” è stato un’odissea. Per fortuna finita bene, perché dopo 2 mesi in Perù Franco Schiavelli, Pietro Vezzani ed Evandro Maltagliati nei giorni scorsi sono finalmente riusciti a tornare a casa. Sarebbero dovuti tornare il 16 aprile, ma il coronavirus li ha bloccati. I tre erano partiti il 3 marzo, poco prima del lockdown, alla volta di Tambobamba, capoluogo dell’Apurimac, una delle regioni in cui è suddiviso il Perù. Scopo del viaggio era di effettuare dei lavori di manutenzione alla “Casa del Bambino Arcoiris”, struttura realizzata dall’associazione di Uzzano nel 2009, dove attualmente sono ospitati 30 tra bambini e ragazzi di età compresa fra i 3 e 18 anni.
«La casa – racconta la presidente Franca Trampi – ospita bambini orfani o abbandonati da genitori. Si tratta di bambini che in alcuni casi hanno subito traumi e che sono seguiti da una coppia di insegnanti che vive con loro. Alcuni abitano nella casa da oltre 10 anni e quest’anno avrebbero dovuto iniziare l’università».
L’associazione Un Raggio di Sole Onlus infatti, oltre ad aver costruito la casa che ospita i 30 ragazzi, raccoglie fondi per permettere a quest’ultimi di studiare «perché – continua Trampi – abbiamo capito che solo con la cultura possiamo offrire una reale occasione di riscatto».
I tre volontari dell’associazione, una volta sbarcati in Perù, sono riusciti ad arrivare alla struttura dove sono dovuti rimanere per due mesi. Poco giorni dopo il loro arrivo, l’Italia e in seguito molti altri paesi, fra cui lo stesso Perù, chiudevano i confini.
«Il viaggio di ritorno – continua la presidente – è stato una vera odissea. Dopo una lunga trattativa telefonica con l’ambasciata, i nostri volontari sono riusciti a strappare un permesso per arrivare fino a Cusco e a farsi ospitare in un albergo riaperto per loro su ordine del sindaco di Cotabambas. Qui hanno dovuto aspettare il permesso per il viaggio fino a Lima, 26 ore di autobus, e poi prendere il volo per Roma organizzato dalla Farnesina alla modica cifra di 1. 200 dollari. Faccio presente che il biglietto aereo prenotato a gennaio scorso era costato 820 € a persona andata e ritorno. A questo va ad aggiungersi il costo degli alberghi a Cusco e a Lima, oltre al viaggio in bus. Alla fine hanno dovuto spendere più o meno 1. 500 dollari a persona».
«Un ringraziamento di cuore – conclude la Trampi – alla Misericordia di Uzzano, disponibile a riportare a casa i nostri tre volontari che altrimenti avrebbero dovuto essere raccolti a Roma ciascuno da un veicolo diverso, per poter rispettare le distanze previste dalla normativa». –
Francesca Maltagliati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
