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Lavoratori al nero: carabinieri chiudono azienda
L'attività dell'impresa di Larciano era ripartita da pochi giorni ma con 3 operai su 10 irregolari. Al titolare sanzioni per 34.000 euro
LARCIANO. L'azienda di Larciano aveva ripreso la sua attività lavorativa usuale, la fabbricazione di scope e spazzole, ma tra gli addetti alla produzione aveva inserito tre lavoratori completamente al nero. Così è stata sospesa l'attività imprenditoriale fino a quando non saranno regolarizzate le posizioni degli operai.
Il tutto è successo nella mattinata di venerdì, 8 maggio, quando i carabinieri del nucleo informativo, unitamente a personale del nucleo carabinieri dell’ispettorato del lavoro - nell’ambito di un’attività ispettiva svolta dal gruppo di lavoro composto anche da Guardia di finanza e vigili del fuoco, sotto il coordinamento della Prefettura di Pistoia, finalizzata alla verifica del rispetto delle normative anti coronavirus da parte delle aziende che hanno ripreso l’attività produttiva - ha rilevato appunto che una ditta di Larciano aveva sì ripreso da pochi giorni la fabbricazione di scope e spazzole nel rispetto delle normative oggetto dell’ispezione, ma con tre lavoratori (su dieci presenti) in “nero”. Vale a dire che non risultavano regolarmente assunti e per cui non venivano pagati i relativi contributi.
Per questo motivo al titolare, un 47enne residente a Larciano, con pregressi precedenti per reati fallimentari, sono state elevate sanzioni amministrative per 34.400 euro. Inoltre gli è stato notificato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale (ai sensi dell’art.14, comma 1, del d.lgs 81/2008 e successive modificazioni ed integrazioni). L’attività potrà essere ripresa solo dopo la regolarizzazione della posizione contributiva dei dipendenti.
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Carabinieri ispettorato del lavoro. Nel 1997, con decreto ministeriale, venne istituito il Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro, divenuto Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con il fine di vigilare sulla corretta applicazione della normativa sul lavoro. Ma le origini di questo reparto risalgono al lontano 1926, quasi cento anni fa, quando all'interno dell'Arma vi era già l'intento di voler assicurare la vigilanza della legislazione sociale attraverso attività di controllo professionale.
Compiti dei Carabinieri del Comando per la tutela del lavoro:
- vigilano sull'esecuzione di tutte le leggi in materia di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale ovunque sia prestata attività di lavoro a prescindere dallo schema contrattuale, tipico o atipico, di volta in volta utilizzato;
- vigilano sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore delle costruzioni edili o di genio civile, nei lavori mediante cassoni in aria compressa, nei lavori subacquei e nelle attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, individuate con DPCM;
- vigilano sull'occupazione delle "categorie protette", sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti e in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità;
- esercitano le attività di vigilanza sui rapporti di lavoro nel settore dei trasporti su strada;
- svolgono attività di vigilanza sull'operato degli istituti di patronato e di assistenza sociale.
Inoltre sono costantemente impegnati nel contrastare i fenomeni di maggiore allarme sociale, quali ad esempio, il "caporalato" e il grave sfruttamento lavorativo di cittadini extracomunitari.
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