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“Fateli correre”, un appello per l’ippica

Paolo Allegri
“Fateli correre”, un appello per l’ippica

Lettera del presidente Giorgio Sandi al ministro Teresa Bellanova: «Vanno riattivate le corse a partire dal 4 maggio»

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Oltre 50 giorni di stop con gravi sacrifici di coloro che operano nell’ippica non per divertimento, ma per necessità. Senza conoscere dal Ministero una data per la ripresa delle corse. In altri Paesi Europei, Svezia su tutti, l’attività è continuata, ripresa o lo sarà tra breve. Il presidente di Ippica Nuova, Giorgio Sandi, sollecita di nuovo il ministro Bellanova a riavviare le corse nella prima data utile. Operatore ippico a tutto tondo, allevatore, proprietario, i cui cavalli sono attivi sulle piste toscane, da Montecatini a Firenze fino a Follonica, Sandi scende in campo chiedendo al ministro risposte e certezze per tutta l’ippica. Quel “Fateli correre” ribadito come appello urgente perché ormai senza una data dalla quale ripartire, l’ippica in Italia rischia la cancellazione.

«Torniamo a chiedere di riattivare con la massima urgenza, indicando al più presto la prima data possibile, dal 4 maggio in poi, le corse nel nostro Paese – scrive Sandi – così come stanno facendo altri Paesi Europei dove le corse ippiche – per loro natura non suscettibili di contatti tra i partecipanti – hanno continuato a disputarsi o hanno ripreso o stanno programmando la ripartenza. Il settore comprende benissimo le molte titubanze di fronte ad un fenomeno nuovo e per certi aspetti ancora sconosciuto e la prudenza necessaria in questa fase, ma ci si permetta di far presente che i nostri addetti ai lavori sono persone dedicate al loro lavoro, padri e madri di famiglia che lavorano insieme ogni giorno nei tanti luoghi dell’ippica e che non sono certamente alla ricerca del “divertimento” per il puro spirito della competizione, ma di effettuare – con la massima attenzione alle misure di sicurezza e a porte chiuse – una parte essenziale del loro lavoro, cioè misurare sulla pista, con il conforto del cronometro e il responso del palo di arrivo, il valore dei propri effettivi». Sandi quindi evidenza che «in questi mesi le scuderie, gli allevamenti, gli allenatori/guidatori, i gentleman, gli artieri, in altre parole l’intera filiera produttiva non si è fermata, ha continuato sostenendo costi elevatissimi ad accudire gli oltre 10.000 cavalli trottatori di cui sono responsabili, li hanno nutriti, puliti, assistiti con il prezioso ausilio dei maniscalchi e dei veterinari, ed allenati, perché i cavalli da corsa sono atleti che non possono semplicemente essere lasciati a pascolare su un prato o chiusi nei loro box, così come le fattrici nella stagione dei parti e delle inseminazioni devono essere quotidianamente accudite e così via». –

Paolo Allegri

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