La protesta
Addio al fondatore dello scopificio Cavallo di Larciano
Giuliano Amidei, 79 anni, creò la sua azienda circa mezzo secolo fa Il sindaco: «Mio zio era tenace e ha lavorato fino all’ultimo»
larciano
Il prossimo anno, quell’azienda a cui Giuliano Amidei, 79 anni, di Larciano, ha dedicato tutto se stesso, festeggerà mezzo secolo di vita. Ma lui, il fondatore, non ci sarà: se n’è andato, infatti, mercoledì sera, all’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, dove era ricoverato.
Ma, prima di allora, l’imprenditore larcianese era sempre rimasto nella sua azienda “Cavallo” di via Bartolini, che produce, ormai da cinquant’anni, scope, spazzole e mop.
Fin da ultimo, perlomeno fino a quando le forze glielo hanno consentito, non era raro vederlo su un muletto o a ridere e scherzare con i suoi dipendenti, nel piazzale o all’interno dello stabilimento produttivo. Perché lui era fatto così: voleva bene ai suoi “ragazzi”, come li chiamava spesso. E la mattina portava loro la colazione, per scambiare quattro chiacchiere e pure qualche battuta. E i dipendenti, ora, sono addolorati perché, inevitabilmente, hanno perso un punto di riferimento.
Tante le attestazioni di cordoglio giunte, da tutta Italia, alla famiglia di Giuliano Amidei che lascia la moglie Marisa, il figlio Massimiliano, la nuora Michela e tutti gli altri parenti.
E, tra le tante telefonate, anche quelle di ex operai che, in tutti questi anni, non lo hanno mai dimenticato, nonostante la vita li avesse portati anche molto lontano da Larciano.
«Mio zio – ricorda, commossa, il sindaco di Larciano, Lisa Amidei, nipote di Giuliano – era una forza della natura: per tutta la sua vita ha avuto una grande tenacia, una forte energia e la battuta sempre pronta. Forse, proprio questo aspetto del suo carattere, lo ha reso sempre simpatico a tutti, soprattutto ai dipendenti. Un uomo impegnato nel volontariato, nel sociale e nello sport di cui amava soprattutto il ciclismo. Con mio padre Lorenzo, suo fratello minore, si sono voluti un gran bene. Un sentimento fatto di pochi abbracci, ma l’uno per l’altro ci sono sempre stati: erano due anime in un nocciolo. Bastava loro, infatti, un solo sguardo per capirsi».
«A Larciano ci sono tante aziende che, come lo scopificio “Cavallo”, hanno reso questo comune un fiore all’occhiello per serietà e sacrificio – conclude la prima cittadina – Giuliano e Marisa come tanti altri larcianesi (mi vengono in mente tanti nomi) hanno sudato e lavorato a capo basso con i pensieri fissi che la sera li accompagnavano a dormire e, nonostante la crisi, non hanno mai smesso di investire nel progresso della loro attività che, l’anno prossimo, compirà cinquant’anni. Giuliano mancherà a tutta la comunità, ma il suo ricordo e il suo esempio continueremo a portarlo con noi». –
martina trivigno
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