Il Tirreno

Montecatini

Debutta il caffè da asporto ma è una partenza... tiepida

ROBERTO GRAZZINI
Anna Pacifico del bar tabacchi Biberon
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Anna Pacifico del bar tabacchi Biberon

Non sono molti gli esercizi che hanno approfittato dell’opportunità di vendere bevande insieme a paste o spuntini per pranzi veloci

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MONTECATINI. Debutto soft in città per quanto riguarda l’atto firmato lunedì ieri mattina, 27 aprile, dal sindaco Luca Baroncini nel quale si autorizza le attività del settore ad effettuare vendite da asporto non solo di alimenti, ma anche di bevande. Del resto, come sottolineato dal primo cittadino, oltre che all’utilità di tale provvedimento sotto il profilo commerciale, in ottica di contenimento del rischio contagio se una persona esce di casa per comprare da mangiare, nel solito “viaggio” meglio che prenda anche da bere se ne ha bisogno, anziché andare altrove. Rimangono in vigore, in ogni caso, il divieto del consumo sul posto e nelle vicinanze per evitare assembramenti, e l’obbligo di preventiva ordinazione online o telefonica. E che l’ingresso per il ritiro dei prodotti avvenga consentendo la presenza nel locale di un cliente alla volta per il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce.

Il battesimo del fuoco dicevamo è stato senza infamia e senza lode. La decisione è stata presa poche ore prima e non tutti spulciano i social o comprano il giornale. Senza contare che questo lunedì veniva dopo due giorni di feste comandate e alcuni esercizi hanno comunque mantenuto il tradizionale giorno di chiusura.

Le attività che si erano organizzate per il servizio di consegna a domicilio, come le pasticcerie (vedi il Paradiso, Sweet e via discorrendo) qualche caffè lo hanno fatto, magari col cliente che prenotava dietro l’angolo per gustarselo fumante dentro l’auto o inserito nel pacco dei cornetti per la colazione se non abitava troppo lontano.

Meglio ancora i ristoranti che hanno già iniziato la vendita di birre, acque, vini e “bollicine” a chi si viene a prendere il pranzo o la cena. Con tanto di offerte speciali a seconda della quantità di bevute ordinate.

Per quanto riguarda invece i bar tabacchi, la gestione del “Biberon” ha voluto “soccorrere” la clientela accendendo i macchinari per cappuccini ed affini, preparando spuntini da portar via, non imitata però dal resto dei colleghi di tale specifica categoria. Stesso identico discorso per ciò che concerne i cosiddetti bar di passaggio dislocati nell’area urbana. Come nessun ripensamento c’è stato da parte di chi ha deciso di riaprire i battenti soltanto dopo la quarantena, ad esempio strutture importanti come Bar Biondi e Juè.

Infine l’ultima tranche è quella formata da color che sono sospesi, e cioè quelli che stanno praticamente alla finestra ancora indecisi su come muoversi.

Vedremo gli sviluppi. Il prossimo week end avrebbe inaugurato ufficialmente la stagione con tanto di ponte del Primo maggio. Ma è meglio guardare ancora più avanti . —

ROBERTO GRAZZINI.

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