Gioco
La Valdinievole piange Sirio Maccioni ambasciatore dell’Italia nel mondo
È morto a 88 anni il ristoratore di fama mondiale che, partito da Montecatini, aveva fatto fortuna negli Usa con “Le Cirque”
MONTECATINI
Di ristoranti italiani negli Stati Uniti ce n’erano già tanti, quando nel 1974 Sirio Maccioni aprì il suo “Le Cirque” a New York, dopo una lunga gavetta che lo aveva portato da Montecatini (sua città natale) prima ad Amburgo e poi a Parigi (dove fu anche cameriere da Maxim’s). Ma fu nella città della “Grande mela” che il famoso ristoratore portò la cucina tricolore a livelli altissimi, tanto da competere con quella francese. Dopo una vita passata tra fornelli e saloni da pranzo, Maccioni era tornato a casa, nella “sua” via Baragiola, un paio di anni fa, dove è morto nella notte tra domenica e lunedì a 88 anni.
Maccioni, con quella sua proverbiale somiglianza con John Wayne, era nato il 5 aprile 1932. I genitori morirono quando i tre figli (oltre a Sirio, Clara e Mirella) erano ancora ragazzini. Ma lui riuscì ugualmente a completare gli studi all’alberghiero Martini. Poi, come detto, la ricerca della fortuna all’estero e, a Parigi, l’incontro con un altro “grande” della Valdinievole, Yves Montand (il monsummanese Ivo Livi). In America riuscì a costruirsi un nome come maitre di sala fino ad aprire, nel’74, “Le Cirque”, all’interno del Mayfair Hotel, con gli anni trasformatosi in Cirque 2000 (all’interno del Palace Hotel, “sponsorizzato” dal sultano del Brunei) e poi, fino alla chiusura del 2017, spostatosi sulla 58esima strada, nella Bloomberg Tower. Nei suoi locali hanno fatto tappa i grandi della storia: dai Presidenti degli Stati Uniti (tutti, a cominciare da Nixon fino a Trump, passando per Reagan, che aveva una vera e propria predilezione per la sua cucina) ai grandi dello spettacolo (nota la sua amicizia con Robert De Niro, che si portò anche a Montecatini a inizio anni 2000), ma nel suo ristorante stellato era stato ospite anche Papa Wojtyla.
Con la moglie Egidiana, i figli Mario, Marco e Mauro e poi con i nipoti Maccioni ha dato vita a un impero di ristoranti sparsi per il mondo: dopo l’Osteria del Circo (che aprì in forma più “rustica” sempre a Manhattan), locali con lo stesso “marchio” sorsero con gli anni a Las Vegas (all’interno dell’hotel Bellagio), a Città del Messico, a New Delhi, a Santo Domingo e a Dallas.
«Conoscevo da sempre Sirio – ricorda l’ex sindaco Giuseppe Bellandi – e come tanti montecatinesi ne sono sempre stato orgoglioso. Ho avuto la fortuna nei miei tanti viaggi a New York di essere andato a trovarlo, sempre suo ospite come era consuetudine per i suoi concittadini, al tavolo insieme a lui e a Egidiana, sua splendida signora. È stato un grandissimo della ristorazione mondiale, accanto a Marchesi e Bocuse, che ha sempre avuto Montecatini nel cuore». –
David Meccoli
Altro servizio a pag. 11
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