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Alcuni esempi di norme per locali e mercati

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Mercati, pubblici esercizi, negozi di vicinato. Per Confesercenti ogni categoria dovrà avere un sistema diverso per la ripartenza. Alcuni esempi.

Mercati. Posizionamento dei banchi in modo da garantire norme di sicurezza, igiene ed evitare assembramenti; utilizzo di transenne o altri mezzi per canalizzare la clientela e facilitare la distanza interpersonale. Per i mercati non alimentari di devono individuare modalità idonee alla ripresa dell’attività lavorativa del comparto, non essendo pensabile far rimanere senza lavoro e senza reddito migliaia di operatori e relative famiglie.

Bar. Numero di clienti in base alla superficie dei locali. Le distanze vanno definite sia al banco, sia a i tavoli, tra clienti e personale. No a cibi esposti. Asporto sempre consentito con il rispetto delle distanze. Consentire i dehors.

Ristoranti. La disposizione dei tavoli e il numero dei posti disponibili dipende dalla dimensione del locale. Il tavolo del cliente non può essere predisposto con gabbie di vetro dove isolare i clienti. Cibo da asporto sempre consentito con il rispetto delle dovute distanze. Evitare i cibi esposti. Consentire i dehors, con accorgimenti legati alla messa in sicurezza degli spazi.

Parrucchieri, estetiste. Contingentare le presenze all'interno dei saloni onde evitare inutili e pericolose permanenze. Utilizzo di occhiali protettivi o visiera in plexiglas per i trattamenti per i quali non può essere garantita la distanza interpersonale prevista (per gli acconciatori limitatamente ai servizi di taglio/cura della barba). Servizio effettuato soltanto su appuntamento. —

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