Toscana
In mezzo alle tenebre guidati da Gesù restiamo tutti uniti e facciamo Pasqua
La riflessione del vescovo Roberto Filippini sulle letture della Parola durante la Veglia: le notti del dolore sono destinate a finire
il messaggio
Ecco il messaggio pasquale del vescovo di Pescia, Roberto Filippini, ai fedeli della diocesi. La voce del pastore di anime nel periodo più difficile, dal dopoguerra a oggi. Inizia evocando un’immagine di tenebre, squarciate poi dalla parola di Dio. Evoca il periodo buio che stiamo attraversando, e le tante notti fino a quella del Messia che giunge attraverso le tenebre della Croce. Ma poi sarà la luce.
Roberto filippini*
Tenebre e silenzio. Le tenebre erano fitte e impenetrabili, quando la Parola potente del Creatore le squarciò come un tuono e la Luce invase il primo giorno.
È questa la Pasqua della Genesi che la liturgia ci propone nella Veglia pasquale, primo passaggio e prima vittoria sulla notte.
Nelle letture che seguono, si attraversano altre tre notti, come nella tradizione ebraica: quella di Abramo, quella dell’Esodo e quella del Messia.
Abramo si trova sull’orlo del nulla, davanti al sacrificio del figlio che ha ricevuto in dono e in dono crede di dover offrire.
Non ci sarà più futuro per lui: né l’affetto del fanciullo, né la discendenza incalcolabile che ne perpetui la vita. Le stelle sono spente e il cielo è buio.
Il messo di Dio gli ferma la mano, pago della sua fede, e lo rilancia nello scorrere di un tempo luminoso e benedetto senza fine.
Anche le schiere di Israele uscite dall’Egitto vedono solo morte alle spalle e di fronte: i carri del Faraone e il mare dei giunchi.
Poi il vento, la bassa e l’alta marea, il cammino all’asciutto col cuore che batte forte di paura nella notte, e finalmente il canto, giunti all’altra sponda, verso la libertà.
La quarta notte è quella dei profeti e degli annunci messianici: verranno i giorni del Regno universale di salvezza e di pace.
Ma quante notti ancora! Il Messia giunge e attraversa le tenebre della croce, scende nel sepolcro e rotola via la pesante pietra della disperazione.
Sia la luce, nella notte! E la luce fu, nella notte.
Il Risorto non elimina la notte del dolore, la notte del male che impazza e fa strage, la notte della morte che sembra trionfare.
Il Risorto è il divino “passatore”, che ci guida nella notte, con la fiamma mite e forte del vangelo, attraverso il dolore, il male e la morte, verso una nuova vita, nella luce solare del suo amore.
Carissimi, la notte sarà ancora lunga, e avremo bisogno di tanta fede, di tanta speranza e anche di tanto amore.
Restiamo tutti uniti, in comunione con tutti gli uomini di buona volontà e facciamo Pasqua, “passiamo” oltre questa notte e ogni notte.
Gesù il Vivente ci guidi, scacci le paure, doni calma profonda ai nostri cuori e ci permetta di vedere nuovi giorni felici, sempre nella sua luce.
*vescovo di pescia
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