Il Tirreno

Montecatini

Fiori, incertezza sull’acquisto dei privati

Francesca Maltagliati
Fiori, incertezza sull’acquisto dei privati

Si possono comprare le piante per il giardino o si rischia la multa? Le parole del ministro non danno una risposta sicura

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Se esco di casa per andare a comprare le piante per l’orto rischio la multa? La risposta continua a essere un forse. A distanza di alcuni giorni dalle parole del ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova, che dal suo profilo Facebook aveva annunciato la riapertura della commercializzazione al dettaglio di piante e fiori, nel settore floro-vivaistico regna ancora una grande confusione.

Se le parole del Ministro hanno fatto tirare un sospiro di sollievo agli operatori del settore che hanno potuto ricominciare a vendere la propria produzione al privato, si tratta di un sollievo solo parziale. Il mondo del vivaismo e del florovivaismo è infatti talmente complesso che questa piccola riapertura influisce su alcuni e per niente su altri. La complessità della realtà, anche in questo caso, richiederebbe un livello di dettaglio che l’emergenza non contempla.

«Per il grande vivaista – commenta il presidente della Cia Toscana Centro Sandro Orlandini – sostanzialmente non è cambiato molto. La maggior parte dei grandi vivai commercia con l’estero e non ha fra i suoi canali la grande distribuzione o il privato cittadino. Chi esportava ha sempre continuato a lavorare, pur con notevoli problematiche che tutt’ora persistono. C’è chi si è visto tornare i bilici indietro perché fermati alle frontiere. Per alcuni invece, come per le piccole aziende florovivaistiche, le parole del Ministro hanno aperto delle prospettive, soprattutto per coloro che fanno parte di cooperative agricole come Flora Toscana».

Quest’ultima, con base a Pescia, conta ben 250 aziende socie, concentrate nell’area di Pescia e nella piana lucchese. La cooperativa si occupa soprattutto della commercializzazione dei prodotti con un canale importante aperto con la grande distribuzione. Le dichiarazioni del Ministro hanno riaperto, almeno in parte, questo canale. Resta invece più problematico l’acquisto da parte del privato direttamente all’azienda agricola, poiché appare difficile giustificare la “necessità” dell’acquisto di piante e fiori nelle famose autocertificazioni. A confermare questa difficoltà i pochi gestori di Garden che hanno riaperto in questi giorni.

«I clienti – dice infatti Alessandro Banchelli dell’azienda agricola Pedicino – sono purtroppo ancora pochi perché vi è molta incertezza. Non so nemmeno se mi conviene tenere aperto. Chi riapre ha spese fisse e dipendenti».

Infine le parole del Ministro non spiegano se fiorai e garden, che non sono anche aziende agricole, possono riaprire. Quest’ultimi infatti sarebbero i canali privilegiati per il commercio al dettaglio dei prodotti del florovivaismo ma non rientrano fra le attività che possono restare aperte secondo il Dpcm del 22 marzo.

Per quanto riguarda il Mefit, di riaprire l’area mercatale ancora non si parla. «Il Mefit – spiega il sindaco Oreste Giurlani – ha sempre continuato a lavorare. La piattaforma logistica prosegue l’attività, ma questo non basta. L’area mercatale, come previsto dai Dpcm, deve rimanere chiusa. Il problema è che il settore è arrivato al collasso. Abbiamo 430 aziende florovivaistiche di cui la maggioranza a conduzione familiare. Per loro non c’è cassa integrazione, senza contare che quest’anno resteranno a casa circa 3000 stagionali. Viene buttata via la produzione perché fiori recisi e piccole piante hanno una durata limitata. Abbiamo bisogno di interventi urgenti». –

Francesca Maltagliati

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web