Italia
Caos spesa: dove farla?«Nel negozio più vicino a quello di residenza»
La reinterpretazione del decreto governativo sembrerebbe consentire di recarsi anche in un comune diverso se questo è prossimo alla casa
MONTECATINI. Ipercoop sì, ma non per tutti. Dopo la pubblicazione del decreto “Cura Italia” si è scatenata la “caccia” ai punti vendita nei quali è possibile fare la spesa e quelli dove, invece, si rischia una denuncia. E dopo una mattinata d’incertezza sono intervenuti governo e prefettura a fare chiarezza per i pendolari del carrello.
Questa la domanda che ha fatto intasare lunedì 23 marzo il centralino del comando della polizia municipale: è obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza? Il Dpcm specifica: “E’ fatto divieto a tutte le persone di spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza ovvero motivi di salute”.
Quindi, sembrerebbe nessuna eccezione per le necessità legate alla spesa. Ed è stata questa la risposta inizialmente data dal comando di via del Salsero. «Il decreto – spiega il comandante Domenico Gatto – parla chiaro, pone limiti territoriali precisi e non fa eccezioni oltre a quelle legate al lavoro o alla salute. E chi non lo rispetta non rischia una contravvenzione, ma una sanzione penale».
Quindi vade retro Ipercoop? La spesa in Biscolla può attendere? Non è proprio così. A interpretare il decreto governativo ci pensa infatti… il governo, che nel sito istituzionale scrive: “Si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra comuni limitrofi che all’interno dello stesso comune. Per questo la spesa è fatta di regola nel proprio comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel comune di residenza, o il punto vendita più vicino a casa si trovi nel comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati».
E poi, in tarda mattinata, terminata una videoconferenza tra prefettura e sindaci di tutta la provincia, arrivano ulteriori dettagli. «Per la spesa – scrive il sindaco Luca Baroncini su Facebook – il principio generale è farla nel comune dove ci troviamo. Si può andare a fare la spesa in un altro comune purché il punto vendita risulti vicino alla propria dimora».
Cosa si intende per vicino? «Si applica – dice Baroncini – il buon senso: l’obiettivo è evitare gli spostamenti lunghi. Chi sta in Biscolla è sicuramente vicino a un noto ipermercato pur sito nel comune di Massa Cozzile. Se uno della Biscolla va a comprare da mangiare davanti alla stazione grande non va bene» (si parla nel primo caso di Coop.Fi e nel secondo di Conad, ndr).
«Tendenzialmente – confermano dall’ufficio stampa della Coop – la spesa va fatta nel comune di residenza, ma per chi abita al confine con un altro comune vale la regola del buon senso e con un’autocertificazione si può specificare che si abita più vicino a un supermercato ubicato in un altro comune». «Lo spirito della norma – dice il comandante Gatto – è quello di evitare spostamenti sul territorio. Quindi ben venga il chiarimento da parte del governo, che va proprio in questa direzione».
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