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Arresto convalidato in videoconferenza

Arresto convalidato in videoconferenza

Giovane accusato di resistenza collegato dalla Questura con il giudice in Tribunale che dispone l’obbligo di dimora

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Prima convalida di arresto in videoconferenza ieri mattina in tribunale a Pistoia. A comparire davanti al giudice grazie alle apparecchiature recentemente installate nell’aula collegiale è stato un 28enne nigeriano arrestato dalla polizia di Pescia per resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di dare le proprie generalità, danneggiamento dell’auto di servizio e inottemperanza alle disposizioni dell’autorità in relazione all’emergenza coronavirus.

Mentre il giudice monocratico Alessandra Aiello, il pubblico ministero Giuseppe Grieco e l’avvocato difensore Massimo Goti erano in tribunale, l’arrestato, l’interprete e gli uomini del commissariato di Pescia che hanno eseguito l’arresto erano nella sala conferenze della questura. Al termine dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Pescia e quelle di permanenza in casa dalle 20 alle 8 e di comunicare all’autorità di polizia ogni spostamento nell’ambito del comune.

Nella mattinata di venerdì, i poliziotti di Pescia, nel corso dei servizi di controllo per il contenimento del contagio, hanno scorto un giovane nigeriano – dimorante a Pescia, con permesso di soggiorno per asilo politico – che da un bel po’ se ne stava seduto sui carrelli del supermercato Lidl, intento a fumare e a telefonare col cellulare. I poliziotti sono stati avvicinati da un altro giovane nigeriano, che ad alta voce cercava di dare loro delle giustificazioni sulla presenza lì del suo connazionale, per poi, rivolgendosi a lui, gli diceva di non esibire il documento e di non firmare nulla. Visto il l’atteggiamento i poliziotti lo hanno ripetutamente invitato ad allontanarsi, ma lui, con tono sempre più alterato, ha iniziato ad inveire contro di loro, dicendo che il suo connazionale era in attesa lì per fare la spesa e che per tale motivo dovevano lasciarlo stare.

Alla richiesta di fornire le generalità e un documento, il nigeriano ha assunto un atteggiamento sempre più provocatorio e minaccioso: non aveva alcuna intenzione di darglielo e, comunque, non lo aveva neppure con sé. E quando è stato invitato a salire sull’auto di servizio per essere portato in commissariato, ha cominciato a spintonare i poliziotti, cercando di divincolarsi per scappare. Bloccato con l’aiuto di un’altra pattuglia, il giovane, già con precedenti per reati contro la persona, è stato arrestato. —

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