Attenzione
Passano i militari e Montecatini trema Ma è una esercitazione
I soldati dovevano testare l’efficacia dei collegamenti radio in caso di necessità: queste le spiegazioni date dalla Prefettura ai sindaci (ignari dell’operazione)
MONTECATINI
Dopo le camionette della Protezione civile a giro per le strade del centro con il megafono (“Restate a casa”), ora la colonna di mezzi militari che ieri mattina ha (senza esagerazione) gettato nel panico tanti cittadini. La lotta (e volutamente lasciamo da parte la parola “guerra”…) al Coronavirus passa anche da questi tristi momenti, dei quali tutti avremmo volentieri fatto a meno.
E anche se – si è poi saputo, con il passare delle ore – si è in realtà trattato solo di un’esercitazione del reggimento Nembo della Brigata Folgore, vedere le strade del centro solcate dalle ruote dei veicoli mimetici ha dato strane sensazioni. E questo soprattutto a inizio mattinata, quando ancora nessuna comunicazione ufficiale era giunta né dalle forze dell’ordine, né dalle amministrazioni comunali (ignare anche loro del passaggio dei militari, e di questo parleremo più avanti). Così sui social si erano scatenate le dietrologie più profonde: da chi temeva un intervento nel nostro territorio da parte dell’esercito per contenere la diffusione del virus, a chi invece accoglieva baschi e tute mimetiche con un “era l’ora”, fino a chi era convinto che si trattasse di una colonna destinata al nord, dove l’esercito è a tutti gli effetti già in prima linea.
Poi, dopo mezzogiorno, ecco un post su Facebook del sindaco di Montecatini che tenta di chiarire la vicenda. “Niente panico: per quanto riguarda il passaggio di alcuni mezzi dell’esercito nelle nostre zone – scrive Luca Baroncini – ho parlato con la prefettura e mi hanno comunicato che stanno girando (non solo a Montecatini) come attività di preparazione per testare i collegamenti radio, perché in emergenze come questa anche loro devono farsi trovare pronti a intervenire se ci fosse il bisogno di un controllo aggiuntivo della Valdinievole (speriamo di no), e devono verificare prima che tutto funzioni”.
E in un altro post: “Non è che lo decidono i sindaci se deve venire l’esercito a controllare il territorio. Fosse per farci stare più tranquilli metterei un soldato a ogni cancello, ma ci vorrebbe l’esercito americano, non quello italiano. Ma non funziona così. I sindaci non hanno voce in capitolo in questo senso. Non posso chiamare l’esercito perché c’è la gente che va a passeggio”.
Ma un altro aspetto che lascia interdetti in questa strana vicenda – già sottolineato sopra da Baroncini, quando dice di aver dovuto chiamare la prefettura per farsi dare spiegazioni – è quello della assoluta mancanza di informazioni ricevute dalle amministrazioni locali. “Noi sindaci non eravamo stati informati – dice il primo cittadino di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti – e questo lo trovo discutibile. Per questo abbiamo interpellato la prefettura, che ci ha chiarito che era una verifica e uno studio del territorio e della viabilità per i mezzi dell’esercito nel caso, non sia mai, ci fosse bisogno del suo intervento. È’ una situazione che ci deve far riflettere: la gente non si rende conto di cosa vorrebbe dire avere l’esercito che gestisce il nostro territorio. O si mette giudizio, o si rischia che la nostra democrazia venga compromessa. Non si può per una manciata di persone irresponsabili rischiare di arrivare a questo”. —
David Meccoli
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