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Parchi chiusi in ritardo, ora la sanificazione

Partiti di centrodestra polemici con il sindaco Nicola Tesi per non aver ascoltato le loro richieste sulla sicurezza

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PONTE BUGGIANESE

Ritardata chiusura dei parchi e giardini pontigiani: colpevole sottovalutazione del potenziale pericolo o pregiudizio politico?A porre la domanda sono i partiti del Centrodestra locale (Lega Salvini Premier, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi con l'Italia), che in una nota prendono atto con «estrema soddisfazione» che il sindaco di Ponte Buggianese «ha finalmente firmato, in data 18 marzo, una ordinanza con la quale chiude al pubblico giardini, parchi, ciclodromo e aree a verdi comunali», come sollecitato dagli stessi il 13 marzo.

«Riteniamo che in tempi come quelli che stiamo vivendo qualsiasi sindaco dovrebbe coinvolgere le minoranze, anche solo per avere un parere, quando si tratta della salute pubblica. Rileviamo invece che Nicola Tesi quando ha ricevuto le prime segnalazioni da parte nostra si è limitato a rispondere che in base ai controlli della Polizia municipale non risultavano assembramenti e ha invitato il nostro consigliere comunale ad inviare le foto che attestavano quanto da lui dichiarato».

«Constatiamo che a distanza di cinque giorni, nei quali l'apertura di parchi e giardini ha potuto costituire potenziale fonte di contagio, il sindaco con l'ordinanza n.20 ha preso atto della realtà , contraddicendo la sicumera precedentemente esibita. Non sappiamo se il sindaco non abbia tenuto conto della richiesta del Centrodestra per pregiudizio di tipo politico o per colpevole sottovalutazione del potenziale pericolo, ma facciamo notare che quando si parla della salute pubblica non si può mai prendere sottogamba qualsiasi segnalazione, ed è meglio sempre una precauzione in più piuttosto che in meno».

I partiti del centrodestra ricordano poi di aver sollecitato il sindaco a chiedere ad Alia servizi ambientali di provvedere, per il periodo di emergenza, a una sanificazione periodica di strade e luoghi pubblici aperti e chiusi, con oneri a suo carico. «Ci sembra il minimo che in un periodo nel quale parecchie aziende e dipendenti si interrogano su se e quando potranno tornare al lavoro, il gestore dei servizi ambientali dia il suo contributo a una città che ha pagato lautamente in anticipo un servizio che è cominciato l'anno successivo».

Ma il sindaco, fanno sapere «non si è dimostrato disponibile ad inoltrare la richiesta, adducendo parere della Protezione civile regionale che afferma che non esistono evidenze dell'efficacia di tale pratica. Facciamo notare che in questo periodo la sanificazione, che sia efficace o meno, la stanno facendo tantissimi comuni. Possiamo citare Firenze, Pisa, Prato, Livorno, Viareggio, Pescia, praticamente tutti i comuni dell'Empolese, Roma, Milano, Torino, Venezia e numerosissimi altri; a Viterbo è stato lo stesso gestore dei servizi ambientali a offrirsi di provvedere alla sanificazione. Facciamo anche notare che il Governo della seconda potenza economica del mondo durante la fase acuta dell'epidemia la sanificazione delle strade la faceva spesso, come documentato dagli stessi telegiornali, e probabilmente in tema di pratiche contro il coronavirus ne sa più la Cina, con tutto il rispetto, della Protezione civile regionale. Compito del sindaco dovrebbe essere quello di amministrare la città nell'interesse dei cittadini». —

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