Il Tirreno

Montecatini

Mille mascherine donate dalla Cina rimangono bloccate in Germania

Maria Salerno Tommaso Silvi
Mille mascherine donate dalla Cina rimangono bloccate in Germania

Erano destinate alla ditta Dino Bianchi che le avrebbe poi date all’ospedale. Non chiari i motivi dello stop alla spedizione

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA

Mille mascherine bloccate in Germania. Sono state donate da una donna cinese alla ditta Dino Bianchi, azienda pesciatina che da oltre quarantacinque anni lavora nel mercato delle decorazioni, complementi d’arredo e addobbi natalizi. La ditta da 40 anni importa dalla Cina e sono molti i fornitori amici, che in questi giorni di emergenza, hanno chiesto ragguagli sulla situazione sanitaria nel nostro Paese, ai titolari. In modo particolare una donna di Wuhan (provincia di Hubei, dove opera la ditta di fornitori) ha scritto alla ditta Bianchi domandando se fosse facile in questo momento ottenere delle mascherine, in Italia, annunciando che in ogni modo avevano già provveduto alla spedizione gratuita di una fornitura di mascherine e guanti e di fare sapere loro se ci fossero altre esigenze, alle quali avrebbero provveduto volentieri. Ebbene, la spedizione, effettuata giace in Germania e non sono ancora chiare le ragioni dello stop.

«La nostra fornitrice ha fatto un gesto molto generoso nei nostri confronti – ha spiegato Franco Bianchi, titolare della ditta – una volta arrivate, le avrei donate all’ospedale perché so quanto bisogno c’è in questo momento di questo presidio. Ma il pacco risulta attualmente bloccato in Germania, sebbene la spedizione sia stata spedita regolarmente e il dazio versato. Non capisco cosa sia successo, ma sarebbe importante appurarlo».

Franco Bianchi riferisce che la stessa offerta di aiuto era giunta in precedenza da un altro fornitore, ma anche in quel caso la spedizione non è mai giunta a destinazione.

«Io stesso avevo provveduto a spedire delle mascherine acquistate su Amazon in tempi non sospetti – ha sottolineato amaramente Bianchi – quando erano loro ad averne bisogno. Ho ritenuto importante segnalare questa cosa ai giornali perché il fatto sia attenzionato da chi di dovere e si cerchi una soluzione».

Nella mail in cui esprime il proposito di effettuare la donazione di mascherine, la fornitrice di Wuhan scrive: «Siamo le onde dello stesso oceano, le foglie dello stesso albero, i fiori dello stesso giardino», proprio a volere sottolineare il sentimento di vicinanza che ha ispirato il suo gesto. La donna avverte, inoltre, che si tratta di un nuovo virus «molto contagioso e pericoloso che non può essere sottovalutato dal momento che non esistono cure, ma ci si affida unicamente alla risposta del sistema immunitario degli infettati». La lettera si conclude con suggerimenti sulla scorta dell’esperienza dei cinesi: indossare la mascherina quando si esce; lavarsi spesso le mani e fare del proprio meglio per restare a casa. –

Maria Salerno

Tommaso Silvi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa