La protesta
Dagli albergatori nessuna contrarietà alla piscina termale alle Panteraie
Assohotel: «Sarebbe positiva». Apam: «Niente preconcetti» Ma Ennio Rucco (Pd) esprime alcune perplessità giuridiche
MONTECATINI
Nessun preconcetto da parte di chi – gli albergatori - negli anni passati ha più volte tentato invano di sondare il terreno per ottenere l’acqua termale per la spa della propria struttura.
E questo perché “non è il momento di mettersi a fare i difficili”. Ma certo i dubbi sulla reale possibilità di realizzare un centro benessere termale alle Panteraie, visti anche i tempi strettissimi – i nuovi gestori vorrebbero riaprire il complesso a metà maggio – permangono.
A voler riaprire la struttura, dopo quattro anni, sono i gemelli Calugi – Massimo e Alessandro – originari di Lamporecchio, residenti a Montecatini e titolari dell’azienda Missardi.
Operazione che – non poteva essere altrimenti – ha messo d’accordo tutta la città, felice di poter rivedere in funzione una delle sue più affascinanti attrattive. L’unica eventuale perplessità viene dall’utilizzo o meno dell’acqua termale per le due piscine (una esterna da 200 mq e una interna di nuova realizzazione, da 80 mq).
Il consigliere comunale del Partito democratico, già candidato alla carica di sindaco, Ennio Rucco, in un’interrogazione al sindaco, chiede se ci sono «risultanze di studi sulla disponibilità continua dell’acqua Rinfresco, che sarebbe la fonte di approvvigionamento per le Panteraie». Chiede inoltre la fattibilità tecnica di collettare l’acqua fino alla piscina, il costo impiantistico e quali sono i costi per mantenere l’acqua ad adeguate temperature.
Ma al di là di “dubbi tecnici”, il consigliere dem esprime perplessità “burocratiche”, in quanto il contratto di locazione stipulato dalle Terme con la società Civico 26 dei fratelli Calugi «non è un contratto di concessione di uno stabilimento termale e non contiene conseguentemente il trasferimento al contraente della concessione mineraria» che, come prevede la legge, «è da accordarsi solo con procedura a evidenza pubblica».
Contenti, ma altrettanto dubbiosi, sono gli albergatori.
«Avere finalmente a disposizione una piscina termale – dice Fabio Cenni, presidente Assohotel – sarebbe un aspetto positivo. Certo, non ci aspettavamo fosse alle Panteraie, ma è pur sempre una struttura di proprietà delle Terme e non è questo il momento di fare i difficili. Se dovesse essere realizzato un centro termale sullo stile di Grotta Giusti non c’è che da essere felici. I dubbi nascono invece sull’effettiva fattibilità dell’operazione, visto che per anni ci è stato detto che è un intervento difficile da un punto di vista tecnico, economico e normativo».
«Se c’è un contratto di affidamento che ne fa riferimento – dice Carlo Bartolini, presidente di Apam – allora nessun preconcetto da parte nostra. Casomai il problema potrebbe essere legato alla gestione dell’acqua termale – come è sempre stato detto agli albergatori che ne facevano richiesta per i propri hotel - che ha costi elevatissimi e un impatto molto corrosivo che presuppone un impianto particolare. E certo questo non dovrà distogliere l’attenzione dal progetto Leopoldine». —
David Meccoli
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