Proteste
«Al mercato rispettando tutte le misure di sicurezza»
Una famiglia che opera nel settore del commercio ambulante racconta la sua esperienza di lavoro in questi giorni di blocco
pieve a nievole
Ore cinque. La merce viene caricata sul camioncino, guidato da Roberta Maccioni, mentre il camion carico di altri generi alimentari viene condotto da Bruno Maccioni, accompagnato dalla moglie Anna Maria Pancioli. La direzione è il mercato di Bientina, ma accanto alle solite preoccupazioni che affliggono i piccoli commercianti, si è aggiunta quella per il coronavirus. Nonostante tutto, i tre soci decidono di continuare a svolgere il loro mestiere. L’attività dei fratelli Maccioni di Pieve a Nievole vanta una tradizione che affonda le radici nell’immediato dopoguerra, quando Severino, padre di Bruno e nonno di Roberta, iniziò questo lavoro, con il supporto del figlio Roberto. In un primo momento non esisteva neppure il banco alimentare, ma solo una sorte di improvvisata tavola, con le “carpette”, come sostegno. Poi grazie alla dedizione e ai sacrifici di Severino e di Roberto, sempre sostenuto dalla moglie Maria Pia Paoletti, la tradizione è stata tramandata al fratello Bruno, alla nuora Anna Maria e alla figlia Roberta. Baccalà, formaggi di qualità, mozzarelle, pasta, biscotti, pelati e marmellata, ma la lista potrebbe proseguire ancora a lungo, sono alcuni dei prodotti venduti. Ma com’è cambiato il mercato ai tempi della pandemia? «La nostra attività è messa a dura prova - dicono - non possiamo chiaramente svolgere il nostro lavoro in tutte le piazze, come in precedenza. Chiaramente i mancati guadagni andranno a pesare fortemente sui futuri pagamenti delle tasse. Attualmente è possibile andare solamente a Bientina e a Ponte a Egola. Qui, giustamente, sono seguite le norme del decreto, con posizioni distanziate e con i vigili urbani che controllano attentamente che non vi siano assembramenti. Le persone sono impaurite e indossano la mascherina. Anche noi - hanno proseguito - indossiamo la mascherina e i guanti per garantire protezione per noi e per gli altri. Abbiamo paura, ma questo è il nostro mestiere e non possiamo rinunciarci, cerchiamo di fare la nostra parte, così come i farmacisti, le cassiere, i dipendenti dei supermercati, gli edicolanti, gli autotrasportatori e come tutti coloro che non possono lavorare da casa». —
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