Il Tirreno

Montecatini

La notizia della prima contagiata spegne le proteste per il parco chiuso

Giovanna La Porta
La notizia della prima contagiata spegne le proteste per il parco chiuso

Su Facebook qualcuno chiede al sindaco di conoscere il nome della donna: «La privacy non c’entra, dobbiamo sapere chi è»

3 MINUTI DI LETTURA





montecatini. Il sindaco Luca Baroncini sabato in serata, nonostante molte resistenze da più fronti, ha firmato l’ordinanza per la chiusura della pineta. Pronto a ricevere critiche e consapevole che la sua è una città particolare e che non è facile convincere i montecatinesi a stare in casa e ad allontanarsi dal grande parco termale, cuore pulsante della vita della comunità. Così, fin dalla mattinata di sabato, appena poste le transenne che invitavano ad evitare l’accesso in pineta, sui gruppi e sui profili privati di Facebook si è scatenata la polemica. «Ci private della libertà», «Io sclero», «Pensate ai nostri cani», «Allora chiudete anche i supermercati». Poi, però, è accaduto un fatto strano. Il primo cittadino, nella serata, annunciando sui social l’ordinanza di chiusura senza se e senza ma, ha dato notizia del primo caso di #coronavirus registrato a Montecatini. E all’improvviso, pure la nostra città si è scoperta vulnerabile. Non è altrove. È esattamente qui. L’attenzione si è spostata dalla privazione dell’ingresso in pineta alla paura di essere entrati in qualche modo, anche indirettamente, in contatto con la donna di 58 anni risultata positiva al virus. «Dobbiamo assolutamente sapere chi è», «La privacy non c’entra», «Dovete tutelarci», «Avete il dovere di comunicare il nome».

I tamponi sono contati e per il momento i controlli a tappeto non sono previsti. Neppure per i potenziali contagiati. Nel frattempo, l’amministrazione lavora per approntare un servizio a domicilio per la consegna dei farmaci.

Scrive una montecatinese: «Ma scherziamo? Cosa c’è da proteggere? Ci si vergogna di cosa? L’unica cosa di cui vergognarsi è mettere il proprio orgoglio avanti la vita altrui! Dobbiamo farla finita».

Nella tarda mattinata di ieri, di nuovo interviene Baroncini: «C’è un tema sovraordinato rispetto alla domanda “Cosa faccio di male se vado a correre o a passeggiare?”. C’è un decreto del governo italiano che può piacere, non piacere, essere giusta, sbagliata dal punto di vista sanitario (non giudico, non sono un virologo), che obbliga tutti i cittadini a non uscire di casa se non per ragioni di lavoro, salute o stretta necessità. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, a malincuore ma nell’interesse di tutti, fare una bella passeggiata all’aria aperta o del footing, non è un motivo né di lavoro, né di salute (in senso stretto), né una impellente necessità. Conseguentemente, per legge nazionale non si può fare, se non per portare uno alla volta il cane a fare i bisogni. Credetemi, non è un gioco». Uno replica: «Tutto ok, ma forse sarebbe opportuno valutare anche la consegna domiciliare dei beni essenziali ivi compreso quelli alimentari». «Cerchiamo – scrive ancora il sindaco – di fare uno sforzo tutti adesso, anche laddove non si comprendano le scelte, per uscire da questo inferno il prima possibile. Vi ringrazio per la collaborazione. Forza Montecatini». –

Giovanna La Porta

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa