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Il mercato in piazza batte le polemiche: file ordinate e tutti soddisfatti

Maria Salerno

Pochi banchi in piazza Mazzini ben distanziati tra loro con prodotti alimentari freschi e volontari ai due varchi per regolare gli ingressi

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PESCIA. “Questo mercato non s’ha da fare”, avevano replicato molti cittadini al sindaco Oreste Giurlani quando aveva annunciato, sulla sua pagina Facebook, la predisposizione della piazza Mazzini per accogliere un mercato alimentare. «È pericoloso», «non si possono mantenere le distanze di sicurezza», «contravviene al decreto del governo». Queste le principali preoccupazioni.

Invece il mercato si è svolto, a partire dalle 8 di ieri mattina, in maniera ordinata e secondo i protocolli di sicurezza vigenti. È stata circoscritta una piccola area di circa 100 metri quadrati in cima alla piazza, pochi banchi ben distanziati tra di loro, due accessi controllati (uno in entrata e l’altro in uscita) e tanti volontari di Protezione civile e Croce rossa che controllavano che non si creassero assembramenti. Fuori una fila ordinata, in cui le persone sostavano in attesa di entrare. Dentro si muovevano poco più di una ventina di persone, con un separatore centrale e tempi di attesa azzerati. Una spesa veloce, dunque, ma “alternativa” a quella consentita nei canali della grande distribuzione.

«Alcune cose andranno sicuramente migliorate – hanno detto gli operatori – quello di oggi è un esperimento, ma tutto sommato possiamo definirlo riuscito. Abbiamo notato che a certe ore la concentrazione è maggiore, a questo cercheremo di porre rimedio». La gente è contenta, soprattutto quella che è abituata a rifornirsi di prodotti freschi e che non è stata costretta, dalle circostanze, a rinunciare al suo rituale del sabato mattina. Alcuni, soprattutto i più anziani, dicono: «Finché c’è questa opportunità, meglio approfittarne». Qualcuno ammette di temere che le derrate alimentari inizieranno a scarseggiare prima o poi, ma gli fa eco chi, più ottimista, risponde: «Non siamo in guerra». Anche se probabilmente è proprio la memoria sopita di quei tempi di guerra a risvegliarsi di tanto in tanto e a sollecitare la preoccupazione, che di questi tempi certo non manca. Qualcuno chiede di potere accedere insieme al marito, ma i volontari non transigono: «Uno per famiglia», esattamente come al supermercato.

«Abbiamo riflettuto molto su questa decisione – hanno commentato Oreste Giurlani e l’assessore allo sviluppo economico Annalena Gliori alla fine del mercato – possiamo dire che tutto è andato bene e il ringraziamento di operatori e cittadini è la migliore risposta a tutti quelli che non avevano capito bene le motivazioni di questa scelta». —

Maria Salerno

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