Il Tirreno

Montecatini

le conseguenze nell’ippica 

«Stop alle corse dei cavalli in pista ma non me ne vado»

Paolo Allegri
Holger Ehlert, allenatore premiato a Napoli per la cavalla Sharon Gar
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Holger Ehlert, allenatore premiato a Napoli per la cavalla Sharon Gar

L’allenatore tedesco Holger Ehlert racconta come si riorganizza il settore: «Personale in ferie a rotazione»

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MONTECATINI. Il dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte nella serata di lunedì ha imposto lo stop fino al 3 aprile a tutte le competizioni sportive. Si ferma lo sport in Italia e il provvedimento riguarda anche gli ippodromi e le corse dei cavalli. . Il giorno dopo il mondo dell’ippica ha dovuto adeguarsi al nuovo provvedimento del governo teso a impedire l’estendersi del contagio da coronavirus.

Si fermano le corse – martedì si sarebbe dovuto correre a Roma e a Firenze – e per capire come cambia la vita delle scuderie dei cavalli da corsa abbiamo interpellato Holger Ehlert. Un tedesco di Gelsenkirchen che da 25 anni vive in Toscana, ad Arena Metato e allena i suoi cavalli a Migliarino Pisano, compreso il campione del mondo Zacon Gio. «La preoccupazione che c’è in tutti gli addetti ai lavori è di due rdine di motivi. Prima quello della salute che viene avanti a tutto; poi, riguardo al nostro sport, è riferita alla temporalità. Ci chiediamo se lo stop sarà fino al 3 aprile o se si andrà più in là».

Al trainer di Zacon Gio abbiamo chiesto che tipo di precauzioni si prendono in scuderia lavorando con i cavalli. «Quando gli uomini sono in pista di allenamento in sulky e guidano cavalli non servono accorgimenti particolari. Quando invece lavoriamo attorno a un trottatore in un ambiente chiuso come il box usiamo mascherine e guanti».

Senza corse, senza trasferte e con anche l’intensità degli allenamenti dei cavalli rallentata, il carico di ore lavorative in scuderia si riduce, così il tedesco di Arena Metato ha deciso di mandare una parte del suo personale in ferie per due settimane, e al rientro al lavoro di questi dipendenti ce ne saranno altri che andranno in ferie. Una turnazione necessaria visto che la chiusura degli ippodromi rivoluziona il lavoro di scuderia, venendo a ridursi molto la parte degli allenamenti e quella sul campo di gara. Resta soltanto quella stanziale, di cura e mantenimento dei cavalli tra boxes e paddock.

Ehlert da cittadino cosmopolita è attento a quello che succede negli altri Paesi europei. «Vedo che in Francia gli ippodromi sono ancora aperti e avevo anche pensato di portare qualche cavallo oltralpe e di correre là nel periodo di chiusura delle corse in Italia. Ma questa operazione, che aveva motivazioni sportive ed economiche, rischierebbe di rivelarsi un boomerang qualora tra una decina di giorni la Francia si trovasse nelle stesse condizioni in cui è oggi l’Italia: con un aumento dei contagi che gli esperti dicono probabile, lo sport si fermerebbe anche in Francia così che sarei costretto a tornare indietro con i cavalli e a perdere dei soldi, oltre alle difficoltà logistiche di trasferire uomini e cavalli in una situazione complicata e difficile come quella che il coronavirus comporta».

Così, dopo aver valutato i pro e i contro, l’uomo di Zacon Gio ha deciso di non partire per la Francia. Resta qui, dopo aver sorseggiato un caffé e aver letto la pagina che questo giornale ha dedicato a Zacon Gio sul numero di lunedì, ecco che apre il box del suo campione. Uno sguardo, una carezza, il cavallo che vuole giocare. Il sole che inonda i prati, immagini di speranza, la voglia di crederci ancora. «Ce la faremo anche stavolta», chiude Holger. Lo prendiamo come un augurio. Per l’ippica, per l’Italia. –

Paolo Allegri

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