Italia
Il gruppo Pescia Cambia sul caso parcheggi: «È solo il primo round»
PESCIA. «Non è stata l’amministrazione comunale a scegliere la via del Tar, ma Pe. Par. Si tratta comunque del primo round di un match che sarà lungo e complesso».
A rompere il silenzio, dopo l’accoglimento da parte del Tar Toscana del ricorso di Pe.Par, è il gruppo consiliare di maggioranza Pescia Cambia. «Non si capisce la malcelata soddisfazione che trapela nei commenti di alcune forze politiche sulla sentenza del Tar – scrive in una nota alla stampa – ancora più incomprensibile se si pensa che nell’ultimo consiglio comunale è stata ribadita la necessità assoluta di riportare ad uso pubblico i parcheggi dell’ospedale. Forse qualcuno pensava che Pe.Par ci avrebbe tranquillamente riconsegnato le chiavi, magari anche con un grazie ».
I consiglieri di maggioranza sottolineano come il Tar non sia entrato tanto nel merito «ma ha fondato il suo giudizio sul fatto che l’amministrazione si era mossa troppo in ritardo per procedere all’annullamento degli atti, doveva farlo entro 18 mesi, rimandando il tutto al giudice ordinario. Siamo in ritardo, vero, ma chi c’era prima? O chi ha validato un project che fa acqua da tutte le parti? Anzi no, c’è di più o di peggio, visto che in data 14 dicembre 2012, il responsabile unico del procedimento del comune con proprio atto avviava il procedimento per il recesso dal contratto con la Pe.Par, dando ampia motivazione delle inadempienze normative e contrattuali. Poi, tutto si ferma, e magicamente le inadempienze scompaiono. Ecco, questo è un punto, diciamo cardine, che chi amministrava allora ci dovrebbe cortesemente spiegare, magari a mezzo stampa, invece di parlarci di pozzi inquinati e di futuri scenari disastrosi. Ci dica come ha difeso allora il tanto conclamato bene della città. Allora c’era una bella strada diritta solo da decidere di percorrere, ora c’è una strada più difficile, tortuosa, che noi abbiamo deciso di percorrere e continueremo a farlo per ricercare davvero il bene di questa città. E rimediare a quello che è stato un grave danno per Pescia e l’ospedale stesso». –
M. S.
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