Il Tirreno

Montecatini

L’infopoint cancella i dubbi dei cittadini

Maria Salerno

Tra le domande più frequenti: “Posso andare a fare la spesa? Posso recarmi dai parenti?”. I volontari rispondono

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Sono in tanti, in queste ore, a fermarsi all’infopoint di Piazza Mazzini, dove i volontari della Protezione Civile, insieme a quelli della Croce Rossa e della Pubblica Assistenza danno informazioni e documenti in merito all’emergenza Coronavirus. La richiesta maggiore, a poche ore dall’entrata in vigore del decreto del governo “Io resto a casa”, è quella relativa all’autocertificazione per gli spostamenti. I volontari la distribuiscono anche perché non tutti hanno la possibilità di stamparla in casa, soprattutto le persone anziane che non hanno troppa dimestichezza con la tecnologia.

Chi la deve firmare? Posso andare a fare la spesa all’Eurospin? (Anche se è a Santa Lucia) Posso andare a trovare i parenti? Ho una visita medica, deve fare l’autocertificazione anche mio marito che mi accompagna? Se la mia banca è fuori Pescia posso andarci comunque? Queste le principali domande. I volontari rispondono cercando di chiarire i dubbi.

Il decreto parla chiaro. Si può lasciare il proprio Comune di residenza sono per questioni di lavoro, comprovati motivi di salute e necessità certificate. All’interno del Comune, invece, ci si può muovere liberamente purché si rispettino le regole relative alla distanza di sicurezza e si seguano le raccomandazioni per contenere il contagio.

A recarsi all’infopoint sono anche alcuni titolari di attività commerciali in cerca di chiarimenti sulla “responsabilità personale” che entra in gioco nel far rispettare le regole ai clienti, prima tra tutte la famosa “distanza di un metro”.

Impossibile per certe categorie: estetisti, parrucchieri, ma anche alcuni bar e attività di ristorazione, dove gli stessi tavoli sono posizionati a meno di un metro l’uno dall’altro. In queste ore, pur non essendoci nessun veto circa l’apertura, molti in autonomia hanno deciso di chiudere.

È il caso del Bar Pulter, ritrovo storico dei pesciatini che fa sapere tramite la sua pagina facebook di non sentirsi di “mettere dipendenti e clienti a rischio contagio”.

Ma non è certo l’unico a pensarla così. I volontari dell’infopoint hanno sottolineato come la gente apparisse tutto sommato “tranquilla” e «consapevole che si trattasse di misure precauzionali», invece appare preoccupata per i risvolti economici che potrebbe assumere questa storia, soprattutto se continuasse ancora a lungo.

Tra quelli che vanno a chiedere informazioni, molti indossano una mascherina, qualcuno passa in farmacia per comprarla, ma non la trova. In farmacia chiariscono che «non sono finite», ma è più corretto dire che «non sono mai arrivate». Qualcuno chiede anche cosa fare nel caso qualcuno rientri dalla Lombardia. I volontari lo guardano con perplessità. Spiegano che a rigore dovrebbe autodenunciarsi alla Asl e restare in quarantena per due settimane. Ma questo valeva fino all’emanazione del decreto “Io resto a casa”. Oggi il problema non dovrebbe porsi nemmeno. Che senso avrebbe rinunciare ad andare a trovare la fidanzata a Montecatini (come è stato detto ad un ragazzo) se poi si disattendono regole molto più serie? —

Maria Salerno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze