Il Tirreno

Montecatini

l’allarme 

Confesercenti: «È a rischio il reddito delle famiglie»

L’associazione chiede una serie di misure urgenti tra cui cassa integrazione in deroga, differimento dei contributi Inps e abbattimento tassa rifiuti

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MONTECATINI. «I nostri associati stanno pagando un prezzo altissimo a causa della diffusione del Covid-19». È quanto si legge in una nota della Confesercenti provinciale, che annuncia misure interne per il contenimento del virus e chiede precise misure di sostegno alle imprese e all’occupazione.

«Tutti – scrive l’associazione presieudta da Pier Luigi Lorenzini – dobbiamo avere il senso del dovere civico. L’emergenza sanitaria è la prima priorità e Confesercenti, per contribuire alla riduzione della diffusione del virus, ha deciso la chiusura al pubblico delle sedi di Pistoia e Montecatini (alle quali si può accedere solo su appuntamento, mentre è sempre garantita la reperibilità telefonica e via e-mail). Sono inoltre sospese le riunioni interne e rinviata la presenza nelle aziende».

L’associazione riporta poi alcuni dei principali provvedimenti contenuti nel decreto “Io resto a casa” su spostamenti («Si può andare a lavorare con autocertificazione») e pubblici esercizi (bar e ristoranti potranno rimanere aperti solo dalle 6 alle 18 a condizione che garantiscano una distanza minima di un metro tra i clienti”).

«Il non rispetto delle norme comporta la chiusura delle attività e l’applicazione delle sanzioni», si legge ancora nella nota.

Confesercenti chiede poi «misure di sostegno immediato alle imprese e all’occupazione».

«Siamo di fronte – si legge nella nota – a una grande emergenza economica che diventa sempre più grave. Le imprese vedono annullarsi i ricavi e, dunque, per farle vivere vanno ridotti drasticamente i costi. È necessario dichiarare lo stato di crisi per il turismo con misure di sostegno al settore. Sono indispensabili anche misure urgenti per la liquidità delle imprese e occorrono misure fiscali adeguate, quali riduzione dei costi delle utenze, il differimento del pagamento e ammortizzatori sociali per tutte le imprese».

«Ormai – scrive Confesercenti – in discussione è il reddito delle famiglie che avevano un lavoro. Non è rinviabile a dopo l’emergenza un piano di grandi investimenti, per ricreare le condizioni della ripresa e di una nuova crescita che tragga insegnamento dalla drammatica prova alla quale si è sottoposti».

La nota si conclude con l’elenco delle richieste alle istituzioni: cassa integrazione in deroga per tutte le imprese; differimento dei contributi Inps; annullamento del pagamento del suolo pubblico per gli operatori ambulanti; annullamento dei suoli pubblici per attività commerciali e pubblici esercizi; abbattimento tassa rifiuti; differimento pagamento utenze; differimento delle rate mutui; erogazione credito a breve; attivazione crediti d’imposta; proroga Naspi per dipendenti di imprese con lavoro stagionale. —

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