Il Tirreno

Montecatini

coronavirus

Alberghi, stagione compromessa a Montecatini. Già cancellate migliaia di notti

David Meccoli
Alberghi, stagione compromessa a Montecatini. Già cancellate migliaia di notti

Danni per svariati milioni di euro, il settore si augura un intervento per garantire la cassa integrazione ai dipendenti

2 MINUTI DI LETTURA





montecatini. Non c’è un vaccino adatto per la paura che il coronavirus ha proiettato ben oltre i confini nazionali. E mentre in città svaniscono milioni di euro di fatturato – per il solo settore dell’accoglienza – si fanno i conti con le (tragiche) prospettive di un presente che è sempre più anche futuro, tanto che qualcuno inizia a pensare che forse sarebbe meglio spegnere i motori e resettare tutto, saltando a piè pari una stagione ormai compromessa. . A leggere i numeri che ci arrivano dalle associazioni di categoria sembra di essere nel mezzo di un bollettino di guerra: 11mila notti cancellate (il 90 per cento sul totale) fino a giugno solo negli alberghi associati ad Assohotel; un danno complessivo da 10 milioni di euro per gli hotel dell’Apam.

Al Tamerici & Principe era stata decisa da tempo una data di riapertura “ufficiale”, il 6 marzo. «È però già slittata prima al 13 e poi al 20 – dice Eugenio Moschini Pancioli – ma si naviga a vista e incassiamo cancellazioni ogni giorno (a oggi siamo all’85 per cento di disdette). I tour operator cercano di convincere i clienti, che chiedono invece di rimandare la partenza. Così i tempi si allungano, in una reazione a catena che non accenna a fermarsi».

«Non sappiamo neanche se riapriremo, quest’anno: ormai sono saltati pure i Ponti di Primavera», dice Giovanni Biondi, la cui famiglia è alla quinta generazione di albergatori, titolari dell’omonimo hotel di viale 4 Novembre. «Resteranno in piedi in pochi – dice Biondi – se non ci verrà concessa una moratoria su mutui, Tari e Imu. Nella nostra struttura, per esempio, paghiamo 42mila euro di Imu all’anno e 26mila di Tari. Cifre insostenibili e che dovremmo pagare anche stando chiusi».

Il grido di dolore si allarga ai dipendenti. «Nel nostro hotel – spiega ancora Biondi – abbiamo 18 stagionali: ad aprile finirà la disoccupazione, come faranno? Non solo: lavorando per un periodo limitato non riusciranno ad accumulare il minimo per ottenere la disoccupazione anche il prossimo anno: sono disperati».

«Con il personale – conferma Pancioli – la situazione è problematica. Il massimo che potremo fare è assumere dipendenti a chiamata, ma ancora non sappiamo da quando e sicuramente non sarà in maniera continuativa, come in passato, quando a marzo iniziavano ad arrivare 2. 000 persone a crescere, mentre ora siamo a 2-300 in calo costante».

Un ammortizzatore per questa situazione potrebbe essere la cassa integrazione straordinaria (finalizzata espressamente a contenere gli effetti del virus sul turismo), che però non è ancora stata approvata. E intanto ogni giorno che passa è un gruppo in più che cancella la prenotazione. –

David Meccoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web