Il Tirreno

Montecatini

Pd all’attacco della giunta 

Il ricorso al Tar contro la Pe.par? Strategia suicida dell’amministrazione

Il ricorso al Tar contro la Pe.par? Strategia suicida dell’amministrazione

In una nota a firma del segretario Claudio Giuntoli  i democratici pongono alcune domande al sindaco

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pescia. La segreteria unitaria del Pd Pescia, insieme al segreterio Claudio Giuntoli, interviene sulla notizia della sentenza del Tar della Toscana che ha annullato i provvedimenti di autotutela emanati dal Comune nel 2019 .

«Riteniamo di dover intervenire – scrivono – in quanto il nostro gruppo consiliare promosse due atti approvati dal Consiglio Comunale, uno del luglio 2014 e l’altro (poiché non erano intervenuti elementi nuovi) del novembre 2016. Il Consiglio, in quei due atti, aveva indicato una strada che non è stata seguita dalla Giunta e che invece ha avuto il conforto del Tar della Toscana. Si impegnava infatti il Sindaco “a riferire immediatamente al Consiglio sullo stato dei rapporti e dei vincoli contrattuali tra il Comune di Pescia e la ditta Pe.Par e sull’effettivo rispetto degli impegni contrattuali da parte di quest’ultima, assumendo le conseguenti determinazioni”».

Giuntoli e la segreteria democrastica spiegano, inoltre: «Non scegliemmo casualmente di parlare di vincoli e impegni “contattatuali”: sapevamo infatti che le inadempienze di Pe.par andavano fatte valere davanti al giudice ordinario, non al Tar che avrebbe avuto invece giurisdizione per provvedimenti amministrativi di autotutela giustificabili solo se tempestivi, ma che con il passare del tempo sarebbero stati invece sempre più censurabili perché tardivi. Puntualmente il Tar della Toscana ha dichiarato di non aver giurisdizione sul rapporto contrattuale e ha invece ravvisato la tardività del provvedimento di autotutela». Insomma, per dirla in una parola, quella scelta dal Comune, secondo il Pd, è stata una strategia “suicida” per l’ente (condannato anche a pagare le spese legali) e perché «il gestore e la banca Carige escono rafforzati da questa prevedibilissima sentenza».

A questo punto i democratici rivolgono alcune domande all’attuale amministrazione comunale di Pescia. La prima: «Come mai è stata presa un’iniziativa da parte del Comune di Pescia sulla concessione parcheggi ospedalieri solo nel 2019, ignorando il Consiglio Comunale che si era espresso in tal senso nell’estate del 2014 (e quindi quasi cinque anni dopo)? ».

Seconda: «Come mai l’Amministrazione Comunale ha scelto una strada prevedibilmente suicida come quella dell’autotutela annullando la concessione dopo ben 8 anni dal provvedimento e non ricorrendo invece al giudice ordinario per contestare (a prescindere dall’assai opinabile legittimità della concessione) gli inadempimenti contrattuali?».

«A queste domande – dice il Pd – servono risposte precise perché, dopo questa sentenza del Tar Toscana, la posizione del Comune di Pescia si è ancora di più aggravata e occorre capirne il perché.C’è solo un unico danneggiato in questa vicenda: la cittadinanza di Pescia che, oltre ad una convenzione-ergastolo firmata nel 2011, ora deve sopportare anche azioni che hanno rafforzato di fatto le pretese giuridiche dei gestori».

Il Comune di Pescia, dunque, «non può continuare a danneggiare i cittadini: prima con la convenzione sui parcheggi ospedalieri, adesso con questa gestione suicida del contenzioso e a breve con un censurabile Piano operativo, sul quale agli esiti del dibattito del Consiglio Comunale ci si potrà rivolgere alle autorità competenti e certamente, a differenza del Comune, non se ne sbaglierà l’individuazione». —

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