Sicurezza
Terme, alla resa dei conti un “buco” da 3,5 milioni
L’amministratore Michelotti all’assemblea dei soci illustra due ipotesi di risanamento. Solo con le banche il debito ammonta a 21,9 milioni
montecatini. Dettate le linee del percorso che porterà al piano di risanamento della società e della ristrutturazione del debito. Un debito, lo ricordiamo, che solo nei confronti delle banche ammonta a 21, 9 milioni di euro e che grava come un macigno non solo su ogni prospettiva di rilancio aziendale, ma anche sui bilanci annuali (quello del 2018, per esempio, avrà una perdita di oltre 3,5 milioni). È quanto è emerso ieri dall’assemblea dei soci delle Terme, appuntamento che ha messo di fronte l’amministratore unico della società di viale Verdi, Alessandro Michelotti, e i soci pubblici Comune (presente il sindaco Luca Baroncini) e Regione (con l’assessore con delega al termalismo Federica Fratoni). L’Au Michelotti ha presentato le ipotesi di risanamento legate a due precisi articoli del codice fallimentare: il 67 e il 182 bis (entrambi parlano di crisi d’impresa e di insolvenza). Ora l’azienda incaricherà due professionisti (uno della società Kon, gradito agli istituti di credito e da tempo alle prese con i piani di rilancio delle Terme, l’altro un legale di fiducia in Palazzina Regia) che avranno il compito di proporre all’assemblea – già riconvocata per la fine del mese – le azioni ritenute più idonee per uscire dalla crisi. E nella stessa occasione i soci pubblici saranno chiamati ad autorizzare o meno tale percorso. Non solo, ieri pomeriggio sono stati limati anche gli ultimi dettagli del bilancio 2018, che presenterà un rosso “monstre” da 3 milioni e 585mila euro. L’eventuale via libera sarà dato, anche in questo caso, dai soci Comune e Regione.
E di salvaguardia delle Terme parlano, in una nota, anche i consiglieri regionali della Lega Luciana Bartolini e Marco Casucci. «Abbiamo predisposto e presentato – dicono – una specifica proposta di legge per salvaguardare un patrimonio artistico, storico e culturale, simbolo di tutta la Toscana, come il Tettuccio. E al contempo, abbiamo sollecitato Eugenio Giani, in qualità di presidente del consiglio regionale, e Giacomo Bugliani, come presidente della prima commissione, affinché la proposta venisse discussa il prima possibile».
« Tutti sanno che con questa operazione potremo garantire una classica boccata di ossigeno alla società Terme, ma la mancata risposta rischia di rendere vano e inutile tutto il nostro impegno. I fatti sono chiari – proseguono i due consiglieri – visto che a fine febbraio abbiamo presentato la proposta di legge e chiesto che venisse con urgenza calendarizzato il nostro documento tra i lavori della prima commissione, così da portare alla prossima seduta consiliare (il 10 e 11 marzo) il documento. Nonostante tutto questo, sia Giani sia Bugliani sono rimasti colpevolmente immobili».
«È bene infine ricordare – concludono Bartolini e Casucci – che il 31 marzo è, purtroppo, dietro l’angolo e con esso, se non si troverà una soluzione, anche la messa in liquidazione della società. A quel punto ognuno, Giani compreso, si dovrà assumere tutte le sue responsabilità». –
David Meccoli
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