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IL FUTURO DELLA CITTà 

Terme, alla resa dei conti un “buco” da 3,5 milioni

David Meccoli
Terme, alla resa dei conti un “buco” da 3,5 milioni

L’amministratore Michelotti all’assemblea dei soci illustra due ipotesi di risanamento. Solo con le banche il debito ammonta a 21,9 milioni

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montecatini. Dettate le linee del percorso che porterà al piano di risanamento della società e della ristrutturazione del debito. Un debito, lo ricordiamo, che solo nei confronti delle banche ammonta a 21, 9 milioni di euro e che grava come un macigno non solo su ogni prospettiva di rilancio aziendale, ma anche sui bilanci annuali (quello del 2018, per esempio, avrà una perdita di oltre 3,5 milioni). È quanto è emerso ieri dall’assemblea dei soci delle Terme, appuntamento che ha messo di fronte l’amministratore unico della società di viale Verdi, Alessandro Michelotti, e i soci pubblici Comune (presente il sindaco Luca Baroncini) e Regione (con l’assessore con delega al termalismo Federica Fratoni). L’Au Michelotti ha presentato le ipotesi di risanamento legate a due precisi articoli del codice fallimentare: il 67 e il 182 bis (entrambi parlano di crisi d’impresa e di insolvenza). Ora l’azienda incaricherà due professionisti (uno della società Kon, gradito agli istituti di credito e da tempo alle prese con i piani di rilancio delle Terme, l’altro un legale di fiducia in Palazzina Regia) che avranno il compito di proporre all’assemblea – già riconvocata per la fine del mese – le azioni ritenute più idonee per uscire dalla crisi. E nella stessa occasione i soci pubblici saranno chiamati ad autorizzare o meno tale percorso. Non solo, ieri pomeriggio sono stati limati anche gli ultimi dettagli del bilancio 2018, che presenterà un rosso “monstre” da 3 milioni e 585mila euro. L’eventuale via libera sarà dato, anche in questo caso, dai soci Comune e Regione.

E di salvaguardia delle Terme parlano, in una nota, anche i consiglieri regionali della Lega Luciana Bartolini e Marco Casucci. «Abbiamo predisposto e presentato – dicono – una specifica proposta di legge per salvaguardare un patrimonio artistico, storico e culturale, simbolo di tutta la Toscana, come il Tettuccio. E al contempo, abbiamo sollecitato Eugenio Giani, in qualità di presidente del consiglio regionale, e Giacomo Bugliani, come presidente della prima commissione, affinché la proposta venisse discussa il prima possibile».

« Tutti sanno che con questa operazione potremo garantire una classica boccata di ossigeno alla società Terme, ma la mancata risposta rischia di rendere vano e inutile tutto il nostro impegno. I fatti sono chiari – proseguono i due consiglieri – visto che a fine febbraio abbiamo presentato la proposta di legge e chiesto che venisse con urgenza calendarizzato il nostro documento tra i lavori della prima commissione, così da portare alla prossima seduta consiliare (il 10 e 11 marzo) il documento. Nonostante tutto questo, sia Giani sia Bugliani sono rimasti colpevolmente immobili».

«È bene infine ricordare – concludono Bartolini e Casucci – che il 31 marzo è, purtroppo, dietro l’angolo e con esso, se non si troverà una soluzione, anche la messa in liquidazione della società. A quel punto ognuno, Giani compreso, si dovrà assumere tutte le sue responsabilità». –

David Meccoli

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