Gioco
Nostri volontari negli aeroporti a misurare la febbre di chi arriva
MONTECATINI. Un gruppo di volontari valdinievolini nella task-force anti-coronavirus. Da qualche giorno cinque operatori sanitari della Misericordia di Montecatini stanno infatti facendo la spola tra gli aeroporti di Firenze e di Pisa per verificare l’eventuale presenza di soggetti “a rischio” provenienti da voli internazionali (nessun provvedimento viene invece preso per quelli nazionali).
«Siamo divisi su due turni – racconta Michele Perrera, volontario da una decina di anni alla Misericordia di via Cairoli – e cominciamo il nostro lavoro al mattino con il primo volo, verso le 6, per finire a notte inoltrata, anche alle una e mezzo».
“Armati” di termometro laser («Per evitare qualsiasi contatto con il paziente») Michele e gli altri operatori si schierano all’uscita del “gate” e, dopo il controllo di passaporti e carte d’identità, sottopongono tutti i viaggiatori (senza esclusione, non trattandosi di una verifica a campione) alla misurazione della temperatura corporea.
«Finora – dice – non abbiamo trovato persone con la febbre. Qualcuno aveva al massimo 37 e mezzo, ma si trattava di una temporanea alterazione dovuta al caldo che c’è all’interno di un aereo. Dopo qualche minuto abbiamo infatti eseguito di nuovo la misurazione e la temperatura era tornata regolare». La Misericordia ha raccolto l’appello alla mobilitazione lanciato dal Ministero della Salute. Assieme ai volontari montecatinesi, Perrera ha trovato personale delle altre Misericordie toscane, della Croce Rossa e dell’Ordine di Malta.
E se dovesse arrivare qualcuno con la febbre alta? «Nessun problema, dobbiamo seguire un preciso protocollo di emergenza in affiancamento al personale medico, che procederà a un controllo più approfondito. Ma siamo ben consapevoli che una febbre non vuol dire automaticamente coronavirus». —
D.M.
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