Gite cancellate per Coronavirus: 4.000 studenti di meno ogni giorno
Piovono le disdette dei viaggi d’istruzione e anche dall’estero. Chiesto al sindaco un tavolo per l’emergenza. «Stop alle tasse»
MONTECATINI. Lo stop imposto alle gite scolastiche a causa del diffondersi del coronavirus porterà per le nostre attività alberghiere un danno economico di milioni di euro. È l’allarme lanciato dalle agenzie locali, alle prese con una valanga di cancellazioni di viaggi, per ora concentrati tra i gruppi di studenti (e non solo) italiani, ma con casi di panico (forse ingiustificato) anche tra gli stranieri (il governo polacco, per esempio, avrebbe sconsigliato i viaggi in Italia). Per questo il Pd chiede l’apertura di un tavolo di emergenza per gestire la situazione.
«Si tratta – dice Sabrina Gilardi, Ranieri Viaggi – di un danno enorme per le aziende montecatinesi. Si pensi che nell’alta stagione per le gite scolastiche, tra metà marzo e metà maggio, in città soggiornano almeno 4mila studenti al giorno. Una perdita, considerando anche le gite in partenza dal nostro territorio verso altre località, quantificabile in milioni di euro. E la situazione potrebbe peggiorare: diverse compagnie aeree stanno infatti aspettando le decisioni dei vari governi circa l’applicazione o meno delle penali per i voli già prenotati. Senza contare un’altra situazione paradossale: i tanti cinesi che hanno cancellato le loro prenotazioni a Firenze hanno liberato tante camere, che sono state così occupate dai turisti di altri Stati che altrimenti sarebbero venuti a Montecatini».
«Per il momento, fortunatamente – dice Barbara Boni, Pam – dall’estero non si registrano grosse disdette. Ma per le gite scolastiche dall’Italia è una situazione al collasso. Proprio ora sto cercando di gestire un gruppo che dalla Sicilia sarebbe dovuto venire a Montecatini in aereo. E poi mi chiedo perché all’estero non si sia creato lo stesso allarme che in Italia: sono appena andata a Francoforte e in aeroporto non ho visto mascherine né sono stata sottoposta a particolari controlli. Tutto il contrario di quando sono tornata in Italia».
«Un solo albergo – racconta Maila Bettaccini, Toscana Turismo & Congressi – ha già ricevuto la cancellazione di 43 gruppi. Ho telefonato ad altre strutture e in pochi minuti ho contato altre 30 prenotazioni di gruppi annullate».
E su Facebook l’albergatore Moreno Mencarelli ha postato la lettera ricevuta da un tour operator che senza giri di parole avverte che “lo Stato polacco sconsiglia i viaggi in Italia, pertanto tutti i nostri gruppi di studenti sono cancellati”.
Per Confesercenti è «fondamentale l’equilibrio tra l’applicazione rigorosa delle misure che impediscono il contagio e al tempo stesso non creare psicosi e allarmismo esasperato. Questa situazione deve trovare pronti interventi istituzionali rivolti al mondo delle imprese – e conseguentemente ai dipendenti – con la moratoria di tasse e tributi comunali, la previsione di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione in deroga, misure per il credito a breve».
Per gestire una situazione che peggiora di ora in ora, il Pd, viste le «conseguenze estremamente dannose per l’economia del territorio», con disdette di 18mila prenotazioni di camere, dice che le istituzioni devono mettersi al lavoro per affrontare la criticità. «Chiediamo quindi al sindaco la convocazione di un tavolo di emergenza che coinvolga l’amministrazione, le categorie economiche e gli istituti di credito per predisporre misure in favore di aziende e lavoratori». «Servono – aggiunge Edoardo Fanucci, Italia Viva – misure straordinarie a tutti livelli, dal comunale al nazionale. Ripensiamo i tributi comunali e azioniamo, da subito, una moratoria sui mutui. Governo, sistema bancario, Regione e Comune devono attivare misure urgentissime per contrastare effetti devastanti del coronavirus sulla nostra economia. In quanto città turistica e termale subiamo un oggettivo danno che potrebbe affossare, in alcuni casi far chiudere definitivamente, realtà storiche già provate da una crisi che sembra non finire mai».
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