Attenzione
Legata al letto, presa a pugni e stuprata
Fidanzato rinviato a giudizio per ripetute violenze sessuali, aggressioni e soprusi dopo la denuncia della ragazza
montecatini. L’aveva convinta a passare con lui una serata a Montecatini. Per cercare di ricucire quella relazione tra loro che si stava lacerando, a causa di scatti d’ira degeneravano sempre più spesso in aggressioni fisiche. Ma una volta nella camera d’albergo che lui aveva prenotato, era scattata la violenza sessuale: nonostante i suoi ripetuti no, l’aveva scaraventata sul letto, le era saltato addosso a cavalcioni e aveva iniziato a prenderla a schiaffi e a morderla ovunque; per poi legarle le braccia alla testiera del letto e stuprarla.
Era il 22 ottobre 2011. Ma questo era stato soltanto uno dei tanti soprusi ai quali l’allora trentenne fiorentino aveva sottoposto la fidanzata, che all’epoca viveva nel Pratese, tra il giugno 2011 e il novembre 2012. È infatti con le accuse di violenza sessuale, maltrattamenti, minacce, lesioni aggravate e ingiurie che l’uomo (di cui non facciamo il nome per non rendere identificabile la vittima) è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal gip del tribunale di Pistoia.
La ragazza, esasperata da una relazione costellata di umiliazioni e violenze praticamente quotidiane, aveva alla fine trovato il coraggio di sporgere denuncia ai carabinieri alla fine del 2012. Dopo che inutilmente aveva cercato di troncare il loro rapporto, ritrovandosi, come unico risultato, tempestata di telefonate offensive e minatorie: «Tanto non finisce qui, se ti prendo ti ammazzo. Se ti trovo con un altro, prima di andare in galera ti ammazzo» le aveva detto in un’occasione.
Un giorno, inoltre, aveva fatto finta di incontrarla casualmente e, con la scusa di darle un passaggio, l’aveva fatta salire in auto: lì l’aveva tempestata di pugni al volto e alla pancia, per poi staccarle con un morso un neo che aveva sull’addome.
C’era stata la volta, poi, in cui l’aveva invitata a casa dei propri genitori, per parlare, e solo quando era arrivata lì la ragazza si era accorta che loro non c’erano: lui l’aveva afferrata per i capelli facendole sbattere la testa contro il termosifone, continuando a colpirla con calci e pugni anche quando era caduta a terra, per poi violentarla.
Tutti episodi che aveva raccontato ai carabinieri di Prato, quando aveva chiesto loro aiuto. Consegnando loro anche i numerosi referti medici di quando aveva dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per le botte e, soprattutto, per i morsi ricevuti.
Terminate le indagini, il pubblico ministero Giuseppe Grieco ha chiesto ed ottenuto dal gup Patrizia Martucci il rinvio a giudizio. Difeso dall’avvocato Antonino Denaro, l’imputato dovrà comparire davanti al tribunale il prossimo giugno. La vittima, rappresentata dall’avvocato Elisa Monticelli, si è costituita parte civile. —
Massimo Donati
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