Sicurezza
«Talidomide, tutte le vittime devono avere i risarcimenti»
Alle Terme Excelsior riunite le persone che hanno avuto danni dal farmaco. Lanciato un appello alle istituzioni affinché sia trovata una soluzione al più presto
MONTECATINI. È stato buio pesto per oltre cinquant’anni sulla tragedia del Talidomide. Per questo motivo c’è bisogno di continuare a vigilare e informare.
Tutti (o quasi) i “talidomidici” italiani si sono incontrati sabato pomeriggio, 22 febbraio, con relatori di prim’ordine nel campo scientifico e giuridico.
Nella location delle Terme Excelsior il confronto è stato ampio e appassionato. Promotori di una battaglia che ha escluso decine di vittime dal risarcimento per i danni provocati dal farmaco, sono stati Antonio Ciuffreda e Francesco Picucci. Ciuffreda, pievarino, è presidente dell’associazione Gometa Onlus. Di questa vicenda si sono occupati molti giornalisti a livello mondiale. Anche la trasmissione Mediaset Le Iene ha dedicato servizi alla vicenda.
Ciuffreda e Picucci da tempo immemorabile lottano insieme a un piccolo esercito di eroi silenziosi di tutto il mondo affinché sia riconosciuto a tutti il danno subìto dall’assunzione del farmaco talidomide da parte delle madri. Le mamme di Antonio e Francesco, come centinaia di altre donne, furono indotte a credere che si trattava di un principio innocuo per le donne in gravidanza. Invece, come dimostrato a più riprese scientificamente, provocava gravi malformazioni all’embrione, molto spesso letali.
La storia del Talidomide inizia ufficialmente negli anni Cinquanta. La prima apparizione sul mercato avvenne con il prodotto commerciale denominato Grippex (talidomide in associazione con altri principi attivi) prodotta dalla ditta tedesca Chemie Grünenthal. Il Grippex, somministrato in forma sperimentale per il trattamento di infezioni respiratorie, non ebbe alcun successo.
La normativa varata dal Governo italiano nel 2007 prevedeva che i nati dall'1 gennaio 1959 al 31 dicembre 1965 potessero ottenere il risarcimento a partire dall’1 gennaio 2008: quello era ritenuto il periodo di massima diffusione del Talidomide. Per chi invece era nato nel 1958 o nel 1966, nessun risarcimento. Anche la trasmissione Mediaset “Le Iene” ha dedicato servizi alla questione. In Toscana, i casi risultano una sessantina.
«Sono nato nel 1963 – chiarisce Antonio – e rientro quindi nel primo range temporale: a me hanno riconosciuto il nesso causale. Non vengono riconosciuti invece i danni per le vittime del secondo range temporale (dal 1966 in poi, nda). Per loro, aprioristicamente, il ministero, contravvenendo alle norme, rigetta tutte le istanze».
È per loro che ieri, da Montecatini, è partito un nuovo grido di battaglia. «Crediamo fortemente – dicono Picucci e Ciuffreda – in questa doverosa campagna civile».
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