Toscana
Sotto controllo quindici pozzi, contaminazioni di trielina
MONSUMMANO. Ad aprire l’assemblea pubblica è stato Andrea Poggi, responsabile del Dipartimento Arpat di Pistoia, che ha presentato i primi dati della campagna di caratterizzazione della falda contaminata nell’abitato di Monsummano Terme. Sono stati campionati 15 pozzi nell’area soggetta all’ordinanza cautelativa del sindaco De Caro che intanto aveva posto il divieto di attingere dai pozzi privati.
«I risultati – ha spiegato Poggi – mostrano una contaminazione diffusa di organo – alogenati, tra cui il più critico risulta tricloroetilene, più comunemente conosciuto come trielina. Confermata poi in diversi pozzi anche la presenza di cloruro di vinile, un prodotto derivato dalla degradazione della trielina».
«Non ci sono – ha proseguito – tutti gli elementi per disegnare la mappa definitiva della contaminazione e per tale ragione sarà svolta un’ulteriore campagna di campionamento nella zona».
Ad un primo esame come si evince dalle aree inquinate, la contaminazione è maggiore lungo il fosso Candalla e raggiunge il punto più alto nelle zone limitrofe alle vie Vannucci, Petrocchi Policarpo e si allunga verso sud. Le indagini estese fino a via Crispi non hanno ancora identificato invece la zona maggiormente critica.
Poggi ha reso edotta la gente di Monsummano in merito ai dati storici dell’andamento della contaminazione dei pozzi dell’acquedotto da cui risulta che la concentrazione di trielina ha avuto un picco nel 2008 e da allora è stabilmente in diminuzione. «La contaminazione da cloruro di vinile – ha concluso – è invece monitorata dal 2010 e la concentrazione di tale sostanza è risultata particolarmente significativa dal 2016. In considerazione del ritardo con cui si manifesta, poiché parte dagli inquinamenti primari, le sue concentrazioni potrebbero essere addirittura in aumento. Ecco perché abbiamo previsto un monitoraggio assiduo per seguirne l’evoluzione». – R.G.
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