Lutto
Pozzi inquinati, le autorità rassicurano «Niente paura: potabile l’acqua pubblica»
Assemblea con i cittadini per fare il punto sui campionamenti. Il sindaco Simona De Caro: non abbasseremo la guardia
MONSUMMANO. Fa freddino nella zona del campo sportivo Loik ai bordi del torrente Candalla. La serata invoglierebbe ad un buon tè fumante davanti alla tv a casa. Invece, proprio lì vicino, il salone del’ex pretura di Monsummano è gremito di gente: si parla dell’inquinamento di alcuni pozzi. E non potrebbe essere altrimenti quando in ballo c’è la salute. Tutti ascoltano con estrema attenzione le considerazioni del dottor Andrea Poggi, responsabile del dipartimento Arpat di Pistoia, ma soprattutto guardano con altrettanta apprensione quelle due cartine topografiche costellate di punti verdi, arancioni e rossi dal comprensibile significato oltre ai numeri, in percentuale, annessi. Sull’acqua, il bene più prezioso al mondo, non si scherza. Al termine dell’accurato resoconto sullo stato delle falde e dei pozzi inquinati, il sindaco Simona De Caro dà il via alla discussione, subito animata.
«L’acqua del nostro acquedotto è buona (nel senso di potabile, nda) o no? ». La risposta è dell’ingegnere Roberto Cecchini di Acque Spa: «I pozzi Pretura e Spartitraffico sono fuori servizio, uno per cause naturale e l’altro in forma cautelativa. In ogni caso, per le acque che preleviamo dal sottosuolo per ridistribuirle, mettiamo poi in atto tutte le procedure necessarie per assicurare la massima potabilità, compresi i filtri a carboni attivo. Ragion per cui, se malauguratamente vi fossero delle infiltrazioni nocive nell’acquedotto, queste verrebbero subito neutralizzate. L’analisi della qualità dell’acqua avviene a cadenza settimanale. Posso garantire che l’acqua dell’acquedotto rispetta in pieno i parametri di legge».
La platea tuttavia incalza. «Se già dal 2008 si era a conoscenza di questa situazione nociva, perché non sono state prese adeguate contromisure?».
E Cecchini replica: «Noi, esaminando l’acqua, anno dopo anno, sapevamo di tali problematiche, soprattutto della presenza della trielina. Abbiamo sempre svolto gli esami e le analisi necessarie. Il nostro mestiere è prendere l’acqua e renderla potabile ed è ciò che è ed è stato scrupolosamente sempre messo in atto».
Sulla questione che i filtri a carbone attivo abbiano fatto per così dire il loro dovere interviene anche il sindaco: «Ci poteva essere un danno di entità ben più vasta, ma non si è verificato. L’acqua che beviamo è pulita. Non c’è da temere. Ma non abbasseremo certo la guardia e ci adopereremo per bonificare quanto prima l’area».
L’atmosfera si fa rovente quando una signora di Pistoia punta il dito sui casi dei tumori sospetti a Casalguidi e sulla validità delle analisi. Ma il primo cittadino replica: «Siamo qui per fare chiarezza e non polemiche. Io ho dei figli, sono in prima linea».
«L’acqua dei pozzi privati – interviene il dottor Ranieri Carlini della Asl – non può essere usata assolutamente a scopo domestico. Occorre un certificato di idoneità».
Sulle cause dell’inquinamento, la sindaca aggiunge: «Tutto potrebbe risalire ad una vecchia fabbrica, da tempo chiusa. Qui sarà la magistratura a fare chiarezza». –
Roberto Grazzini
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