Sicurezza
Spacciatore in cella: nascondeva la droga nel casolare a due passi dal parco giochi
Blitz dei poliziotti del commissariato: arrestato profugo nigeriano di 33 anni, sequestrata eroina per oltre 40.000 euro
pescia. Per tenere al sicuro e al contempo a portata di mano la droga, avevano scelto il piccolo giardino incolto di quel casolare abbandonato in pieno centro abitato, separato soltanto da una recinzione malandata dal parco pubblico e dai giochi per i bambini, tra piazza Anzilotti e via degli Orti. Un nascondiglio evidentemente ritenuto a prova di poliziotto proprio perché sotto gli occhi di tutti, visto che, oltre ad ospitare una colonia felina si trova a due passi dal parcheggio del discount Lidl. Proprio dove, però, lo scorso martedì sera, si sono appostati sulle loro auto civetta degli investigatori del commissariato di Pescia, in attesa del momento giusto per intervenire. Che è arrivato quando hanno visto due ombre scavalcare la rete del giardino.
Erano all’incirca le 22. A finire in manette dopo un tentativo di fuga durato poche decine di metri, è stato un profugo nigeriano di 33 anni, Andrew Okoh, che a Pescia vive con la moglie e un figlio piccolo. Addosso, i poliziotti gli hanno trovato 16 ovuli pieni di eroina, mentre un altro gli era caduto mentre cercava di scappare: in tutto, poco meno di 190 grammi di droga ancora da tagliare, con cui ricavare almeno 2.000 dosi, in grado di fruttare sul mercato al dettaglio più di 40.000 euro. Nelle tasche dell’uomo, che nel 2108 era già stato arrestato per spaccio (è attualmente in attesa del responso del ricorso contro il mancato accoglimento della sua richiesta di protezione internazionale), sono stati trovati anche 1.744 euro in contanti, mentre altri 200 sono stati trovati a casa nel corso della successiva perquisizione domiciliare.
L’altra persona che si trovava insieme a lui al momento del blitz, nessuna traccia: quasi certamente si trattava di un altro nigeriano che, quando i poliziotti sono usciti dalle autocivetta per intervenire, ha scavalcato. dileguandosi, l’alto cancello che si trova dalla parte opposta rispetto al luogo dell’appostamento, l’unico possibile per gli investigatori per non dare nell’occhio.
«Non era semplice in quella zona effettuare un appostamento senza essere scoperti» conferma la vicequestore Floriana Gesmundo, dirigente del commissariato di Pescia, che ha spiegato come l’operazione sia nata dai sospetti suscitati nei suoi uomini, durante i costanti controlli sul territorio, dalla presenza insolita di stranieri nel parco di piazza Anzilotti. Sospetti rafforzati dalle segnalazioni di alcuni residenti su degli strani e troppo frequenti movimenti notturni nel giardino del casolare abbandonato. Una zona quella, tra l’altro, oggetto di particolare attenzione da parte della polizia in quanto frequentata da tanti bambini vista la presenza del parco giochi.
Ed è stato così che, intorno alle sei del pomeriggio del 18 scorso, gli investigatori in borghese si sono appostati nel parcheggio del discount, da dove, circa quattro ore dopo, hanno scorto i due uomini che, illuminandola con una piccola torcia elettrica, hanno scavalcato la recinzione, per poi chinarsi tra le erbacce del giardino per cercare qualcosa: quel calzino pieno di ovuli di eroina poi trovato in tasca dell’Okoh. —
Massimo Donati
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