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il caso 

In giunta regionale si discute dell’acquisto delle Terme Tettuccio

D.M.
In giunta regionale si discute dell’acquisto delle Terme Tettuccio

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MONTECATINI. Si è parlato anche di Terme lunedì in giunta regionale, e in particolare del possibile acquisto del Tettuccio da parte della Regione. Un tema che sta tenendo col fiato sospeso la città, date le importanti ricadute economiche del settore.

I tecnici fiorentini, su indicazioni dell’assessore con delega al termalismo Federica Fratoni, hanno già predisposto la legge che porterebbe lo stabilimento simbolo della città in dote alla Regione e su questo testo la giunta presieduta da Enrico Rossi ha iniziato una discussione. L’attenzione da parte di tutti i montecatinesi (che in 300 hanno anche manifestato in piazza Duomo in favore delle proprie terme) si sposta ora al prossimo appuntamento: i tempi sono infatti sempre più stretti e l’obiettivo è avere il via libera da parte della giunta in modo da poter presentare poi la legge per la definitiva approvazione in consiglio regionale entro la fine di marzo. Parallelamente le Terme stanno giocando su altri due campi.

Il primo è quello del cambio al vertice societario: come abbiamo anticipato la scorsa settimana la commercialista Sandra Bianchi, dal luglio 2019 alla guida di Arezzo Fiere e Congressi srl, potrebbe prendere presto il posto di Alessandro Michelotti (il cui mandato è in scadenza) quale amministratore unico dell’azienda. Bianchi, classe 1975, sindaco revisore di Polimoda (società partecipata della Città Metropolitana di Firenze) in rappresentanza della Camera di Commercio del capoluogo, ha preso tempo prima di decidere se accettare o meno il nuovo incarico. Ma certo una risposta definitiva non arriverà prima della (eventuale) approvazione della legge regionale sull’acquisto del Tettuccio. La seconda partita è quella che vede schierati in campo da una parte i sindacati e dall’altra la società Terme, che ieri sono tornai a incontrarsi per trovare un accordo sulla rimodulazione dei contratti integrativi dei lavoratori.

«Le posizioni sono ancora distanti, nonostante il reciproco impegno a trovare una mediazione», commenta all’uscita Luisella Brotini, Cgil Filcams. —

D.M.

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