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Tentata rapina in casa: finiscono in carcere inchiodati dal cellulare

Massimo Donati
Tentata rapina in casa: finiscono in carcere inchiodati dal cellulare

Arrestati dai carabinieri un uomo e una donna di origini rom  fuggirono dopo una colluttazione con la proprietaria

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MONTECATINI. Stava guardano la televisione in salotto quando aveva sentito il rumore di qualcosa che cadeva a terra. Insospettita, si era alzata e, incamera da letto, si era trovata davanti una sconosciuta che stava rovistando nei cassetti. Per nulla intimorita, la padrona di casa l’aveva agguantata per un braccio, chiamando nel contempo il 112 col cellulare. Era il primo pomeriggio del 18 gennaio scorso. Solo grazie all’intervento del complice che stava facendo da palo fuori dall’appartamento di via del Salsero, la ladra, dopo una breve colluttazione, era riuscita a scappare prima dell’arrivo dei carabinieri. Ieri mattina, però, sia lei che il complice sono finiti in manette con l’accusa di rapina impropria.

Ad eseguire le due misure di custodia cautelare in carcere – richieste dal pm Leonardo De Gaudio – gli stessi carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Montecatini che, con le loro indagini, hanno permesso di identificare la coppia. Maria Rosa Guarda, 56 anni, con alle spalle una sfilza di precedenti iniziati nel 1979, è stata rintracciata nella sua abitazione di Pavia; Daniele Rosenfeld, 62 anni, anch’egli di origini rom e pluripregiudicato, è stato trovato nella casa in cui vive a Mestre.

Vittima del furto fallito trasformatosi in tentata rapina, una 49enne che abita in un appartamento al primo piano, in via del Salsero. Come detto, quando aveva scoperto la ladra in camera da letto, l’aveva bloccata. La sconosciuta però, col cellulare, era riuscita a chiedere aiuto al complice, che l’aspettava in strada al volante di una Jaguar S-Type: «Tata, aiutami, vieni qui. Mi ha bloccata, non mi fa uscire». L’uomo era corso su per le scale, mentre la padrona di casa riusciva nel frattempo a strappare di mano alla ladra il telefono cellulare. Dopo una colluttazione, in cui la 49enne aveva riportato una distorsione al ginocchio, i due erano fuggiti a tutta velocità sulla Jaguar, riuscendo, grazie al vantaggio ormai ottenuto, a seminare i carabinieri. Non prima però che i militari riuscissero a scorgere la targa dell’auto, risultata poi intestata al Rosenfeld. Fondamentale per le indagini anche il cellulare della Guarda: all’interno, alcune sue foto, nelle quali la vittima non ha avuto dubbi nel riconoscere la ladra. —

Massimo Donati

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