Il Tirreno

Montecatini

chi c’era 

In piazza tanti generali e pochi soldati semplici

David Meccoli
In piazza tanti generali e pochi soldati semplici

Affluenza inferiore a quella immaginata dagli organizzatori Albergatori e commercianti in prima fila accanto ai politici

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firenze. Tanti generali e colonnelli (e pure qualche capitano…), ma le “truppe” hanno risposto solo in parte. Albergatori, commercianti, istituzioni, quelli che insomma oggi si chiamano gli stakeholders, i soggetti più direttamente interessati. Loro c’erano tutti. Molto inferiore alle attese (“Dovremo essere almeno in duemila”, era stato detto nelle scorse settimane) la riposta della gente comune. In totale sono stati quasi in 300 a sfidare una giornata di pioggia, in un lunedì mattina che peraltro ha visto forti ritardi sulla linea ferroviaria (il convoglio con il sindaco Luca Baroncini è arrivato a Firenze che era quasi mezzogiorno). C’erano le storiche famiglie di albergatori montecatinesi: Pucci (Stefano è stato l’ideatore dell’evento), Pancioli, Boldrini, Taddei, Guelfi, Mariotti, Bracali, Simoncini. E c’erano le associazioni: Confesercenti, Confcommercio, Centro commerciale naturale, Assohotel, Apam. Abbiamo visto ben quattro ex sindaci (Alberto Lapenna, Amedeo Bartolini, Carlo Vannini e Giuseppe Bellandi), parlamentari (la senatrice Barbara Masini, l’ex deputato Edoardo Fanucci), gli amministratori di oggi (giunta Baroncini quasi al completo) e quelli di ieri. Ma di semplici cittadini c’era una rappresentanza davvero risicata. E anche dal resto della Valdinievole non si è mosso praticamente nessuno (il sindaco ha provato a chiedere chi ci fosse al suo fianco lì in piazza, ma ha risposto presente solo Monsummano, con il sindaco Simona De Caro e l’assessore Monica Marraccini). Un grande striscione è stato srotolato e rivolto verso l’ingresso di Palazzo Strozzi Sacrati (sede della presidenza della Regione): “Gli albergatori per le Terme di Montecatini”, c’era scritto. E poi tante bandiere con slogan e qualcuno ha anche rispolverato gli ombrellini blu, già protagonisti di altre manifestazioni. Il primo a prendere la parola (e a “moderare” i vari interventi) è stato Andrea Bonvicini, titolare della nota boutique. «Non siamo qui – ha detto – per una visita di cortesia, ma per salvaguardare il nostro patrimonio economico, turistico e culturale. Ma non siamo qui neanche per protestare contro la Regione: se lo fossimo avremmo indossato i gilet gialli. Noi chiediamo che Regione e Comune concordino con le categorie gli investimenti da fare per le Terme: occorre un progetto globale di villaggio termale». Poi ha preso la parola Baroncini: «Mi commuovo a vedere una città intera e un territorio che si mobilitano. Tutti chiediamo che la Regione non ci abbandoni e vigileremo affinché l’acquisto del Tettuccio non sia solo una promessa elettorale». «Ma anche il Comune faccia la sua parte: basta solo lamentarsi», ha però specificato Fanucci. E poi l’assessore regionale Federica Fratoni ha ribadito di aver fatto una proposta (l’acquisto del Tettuccio, ndr) e che «il presidente Rossi ha chiesto un approfondimento sulla vicenda: ma sono sicura che darà il suo contributo», ha concluso. —

David Meccoli

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