Sicurezza
Coppia arrestata per tentata rapina in una casa a Montecatini
I due, un uomo e una donna, sorpresi a rubare dalla proprietaria, l'avevano sopraffatta per riuscire a fuggire. Rintracciati dopo tre settimane dai carabinieri
MONTECATINI. Coppia di pregiudicati, un uomo e una donna, sorpresa dalla proprietaria a rubare in un'abitazione di Montecatini, che cerca di bloccare la ladra. Ma a quel punto viene sopraffatta dal complice di lei. Così il furto diventa tentata rapina, reato per il quale la coppia di malviventi è finita in carcere stamani, martedì 11 febbraio, a distanza di circa tre settimane dal fatto.
Gli arresti sono stati eseguiti dai militari dell’Aliquota operativa della Compagnia Carabinieri di Montecatini nei confronti di una donna di 56 anni (G. M. R. le sue iniziali) residente a Pavia; e di un uomo (R. D.) di 62 anni residente a Venezia, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Pistoia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, sulla base delle indagini dei carabinieri che permettevano di definire chiari, precisi e concordanti indizi di colpevolezza riferiti ai due soggetti, in ordine al reato di tentata rapina.
Il fatto accade nel pomeriggio di sabato 18 gennaio a Montecatini. La donna, dopo essersi introdotta furtivamente all’interno di un appartamento di un piccolo complesso condominiale, veniva sorpresa dalla proprietaria, insospettita da un rumore, mentre rovistava nella camera da letto. La proprietaria cercava di bloccarla ma veniva sopraffatta dall’arrivo del complice. Così i due ladri riuscivano a fuggire, sia pure senza aver asportato nulla dalla casa, a bordo di un'auto che avevano parcheggiato nei pressi dell'abitazione.
Durante la colluttazione la proprietaria dell'appartamento riportava lesioni giudicate guaribili in 5 giorni da parte dei sanitari dell’ospedale di Pistoia, dove successivamente era andata per farsi curare le lesioni ricevute.
Le immediate indagini, svolte dai militari dell’Aliquota Operativa e rese più complicate dal fatto che i responsabili erano residenti fuori regione e abituati a mettere in campo tutte le accortezze necessarie per non essere rintracciabili, alla fine hanno permesso di risalire alla coppia residente nel Nord Italia. I due sono stati tratti in arresto all’interno delle loro rispettive abitazioni, a Pavia e a Mestre. Gli arrestati, ultimate le formalità di rito, sono stati tradotti una alla Casa circondariale di Pavia e l'altro a quella di Venezia.
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