Il Tirreno

Montecatini

gli albergatori 

«È necessario riorganizzare la gestione della società»

D. M.

Il passo successivo è quello di lavorare per una  progettualità condivisa che ha l’obiettivo strategico del rilancio

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MONTECATINI. «Con gli impegni presi dall’assessore Fratoni si scongiura la morte delle Terme, ma ora lavoriamo tutti insieme per una progettualità condivisa». È la linea d’indirizzo dettata dalle associazioni (soprattutto quelle del commercio e degli alberghi), i cui imprenditori associati sono annunciati presenti in gran numero domani a Firenze. «Qui e ora – scrive in una nota Confesercenti – dobbiamo salvare la vita delle Terme, che sono quelle costruite dagli uomini che hanno fatto la Toscana conosciuta nel mondo. Apprezziamo la posizione espressa dall’assessore Fratoni: con l’impegno annunciato si scongiura la morte delle Terme, è il presupposto per la loro resurrezione. Il lavoro da compiere è impegnativo e non scontato affinché la nostra grande bellezza esca dal decadimento e torni a essere un’eccellenza».

Un passaggio decisivo è stato quello di decidere misure immediate per continuare a vivere. «Ma il passo successivo – dice Confesercenti – è quello di lavorare per una progettualità condivisa che ha l’obiettivo strategico del rilancio. È perciò necessaria una visione che faccia leva sull’unità d’intenti della proprietà, il sostegno convinto delle categorie economiche e che affronti il tema fondamentale di come dovrà essere Montecatini nel 2030, condizione decisiva per essere attrattori d’investimenti indispensabili per tornare a risplendere».

Per Fabio Cenni, presidente Assohotel, «questa notizia, che abbiamo richiesto a gran voce (l’acquisto del Tettuccio da parte della Regione, nda), può seguire la strada già intrapresa per l’acquisto dell’archivio Alinari. Adesso è necessario portare a termine questo percorso affinché l’acquisto diventi presto effettivo. Siamo consapevoli che una dichiarazione del genere è già un impegno importante, ma l’esperienza ci costringe a non cantare vittoria fino a quando non leggeremo atti formali».

«È vero – dice il presidente dell’Apam Carlo Bartolini – che si tratta ancora di una bozza, ma auspichiamo che in breve tempo si trasformi in un atto preciso e mi auguro che sia condiviso da tutta la giunta regionale e che abbia la copertura finanziaria. Un’operazione che sgraverebbe i beni termali dai rischi derivanti dalla parte creditizia e renderebbe più appetibili gli immobili. È però necessaria anche una riorganizzazione gestionale della società, in modo che possa tornare a erogare servizi di alta qualità. E con il ricavato degli affitti si intervenga per nuovi investimenti in un quadro di rilancio aziendale». —

D. M.

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