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la manifestazione 

Oggi tutti a Firenze per salvare le Terme: la gente di Montecatini si mobilita

Alessandro Gasperini
Oggi tutti a Firenze per salvare le Terme: la gente di Montecatini si mobilita

Una delegazione guidata dal sindaco Baroncini con il vessillo del Comune incontrerà l’assessore Federica Fratoni 

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MONTECATINI. Avrebbe voluto che partissero tutti insieme, i montecatinesi, per raggiungere piazza del Duomo a Firenze e dimostrare la ferma volontà di una città intera, di un comprensorio intero, di non soccombere trascinati via dalla crisi delle Terme. All’inizio Stefano Pucci, albergatore del Grand Hotel & La Pace, e ideatore della grande manifestazione pacifica dell’orgoglio termale, aveva pensato a noleggiare dei pullman, o addirittura delle carrozze ferroviarie. Ma l’idea strada facendo si è rivelata troppo complicata. Soprattutto per la Questura, per niente favorevole a lunghi serpentoni di bus che intasassero l’autostrada, o a una folla scesa tutta nello stesso momento a Santa Maria Novella e poi incolonnata fino a Santa Maria del Fiore, il centro del centro di Firenze. Anche perché di “manifestanti” Pucci ne prevedeva molti: «Dovremmo essere almeno duemila, il 10 per cento della popolazione, per essere credibili». . Scartata dunque l’idea del “viaggio” organizzato, è rimasta però la ferma determinazione di Pucci e di un gran numero di montecatinesi che via social hanno aderito al suo appello. E oggi è, appunto, il gran giorno. L’appuntamento è per le 11,30 di oggi, lunedì 10 febbraio, davanti a palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza e della giunta di Toscana. E soltanto a quell’ora si saprà in quanti hanno aderito. Perché la maggior parte arriverà via treno, ma scegliendo a quale ora partire (ci sono almeno tre corse utili). Poi qualcuno arriverà in auto.

Insomma, alle 11,30 tutti lì, in piedi, davanti alle finestre del presidente Enrico Rossi (che però non ci sarà, essendo a un consiglio regionale straordinario a Laterina, in provincia di Arezzo). A contarsi, a gridare gli slogan, a mostrare cartelli. Perché se è vero che proprio in questi ultimi giorni, con l’annuncio dell’assessore al termalismo Federica Fratoni della imminente firma di una legge che impegnerà la Regione ad acquistare il Tettuccio per 11, 5 milioni, la morsa di paura si è un po’allentata, è anche vero che l’attenzione resta comunque altissima.

Acquisire il Tettuccio, togliendolo dal mercato della speculazione e salvaguardandolo come monumento architettonico, e allo stesso tempo ripianare i debiti della società, era più o meno proprio ciò che la “delegazione” montecatinese riteneva di poter ottenere dal socio di maggioranza delle Terme. Ma non solo questo. Perché poi servirà anche un “vero piano di rilancio”, come ha commentato a caldo il sindaco Luca Baroncini.

Ma, insomma, il futuro si sta delineando, con il Tettuccio (cura idropinica) e le Redi (fanghi e inalazioni) che restano in mano pubblica (e magari, in un secondo momento, vengono affidati in gestione privata); mentre il comparto benessere può andare in mano a gruppi specializzati nel settore, in proprietà o in affitto, a patto che garantiscano la realizzazione della tanto attesa piscina termale alle Leopoldine.

E si viene a sapere proprio in questi giorni che chi si era già detto interessato (vedi Saturnia o gruppo Quadrio Curzio) ma era poi fuggito spaventato dalla montagna di debiti che rischiava di portare la Società Terme di Montecatini Spa al fallimento da un giorni all’altro, nell’ipotesi di un risanamento dei conti in rosso potrebbe allora tornare a bussare alla palazzina di viale Verdi.

Anche di questo si parlerà probabilmente stamani con Federica Fratoni, rimasta a Firenze a ricevere la delegazione Valdinievolina guidata dal sindaco di Montecatini con il vessillo del Comune, seguito da una folla senza bandiere, senza simboli di partito, unita dalla volontà comune di salvare la propria città e la propria economia. Per poi, piano piano, riportarla al livello che merita. –

Alessandro Gasperini

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