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È ufficiale: la Regione compra il Tettuccio Fratoni: «La bozza di legge è già pronta»

David Meccoli
È ufficiale: la Regione compra il Tettuccio Fratoni: «La bozza di legge è già pronta»

L’assessore annuncia l’acquisto del tempio del termalismo montecatinese per una cifra di 11,5 milioni di euro

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montecatini. La Regione compra il Tettuccio (valore 11,5 milioni di euro) e chiude con il passato e le sue «zavorre derivanti da uno scellerato mutuo». Quella che fino a qualche mese fa ai più sembrava una boutade, ora diventa realtà. E per «ora» si intenda davvero «subito», in quanto la bozza di legge è già pronta e ha ricevuto non solo il placet del Governatore Enrico Rossi, ma anche del candidato del centrosinistra Eugenio Giani. «Ora mi aspetto che anche tutta la giunta la condivida», dice l’assessore regionale al termalismo, Federica Fratoni, che gentilmente ha acconsentito a incontrarci (con lei anche il Pd locale: Fabio Gigli, Ennio Rucco, Siliana Biagini ed Helga Bracali).

Assessore Fratoni, la Regione vuole acquistare il Tettuccio: non è uno scherzo, vero?

«Assolutamente no. Vogliamo dimostrare che le Terme meritano la massima attenzione, essendo l’identità della città».

Non è che avete preso una decisione…affrettata? «Ne parliamo da quasi due anni: il percorso è iniziato con l’amministrazione Bellandi ed è proseguito anche dopo. Abbiamo lavorato per mesi nel silenzio e ora è pronta una proposta che, a nostro avviso, è risolutiva e garantisce risanamento e rilancio».

Prima di entrare nel merito della proposta, però, ci viene da dire che potrebbe essere l’idea di un singolo assessore del territorio…

«Il presidente Rossi ne ha già condiviso l’impostazione».

Ma Rossi tra qualche mese lascerà l’incarico.

«Il nostro candidato, Eugenio Giani, lo ha detto a chiare lettere l’altra sera a Serravalle: la Regione deve acquistare il Tettuccio, perché le terme sono per Montecatini un valore assoluto».

Promesse elettorali?

«No, perché la legge fatta ad hoc è praticamente pronta e ricalca quanto già fatto dalla Regione con l’acquisto dell’Archivio Alinari. L’ho già illustrata in giunta e la ripresenterò nella sua versione definitiva a breve».

Ma per l’approvazione in consiglio si andrà alla prossima legislatura?

«Ci sono i tempi tecnici per approvarla entro fine marzo».

Cerchiamo allora di capirne i contenuti.

«Parto con qualche premessa: dopo anni abbiamo accreditato al servizio sanitario la riabilitazione alle terme e l’Asl ha già definito un budget iniziale di 150mila euro, che a regime dovrà essere di un milione. Inoltre, stiamo lavorando da tempo con le banche creditrici e c’è disponibilità per arrivare a un accordo, che definirei tombale, con tutti i creditori, Cmsa compresa».

Perché ci dice questo? «Perché sono le premesse di un percorso che porterà la Regione ad acquistare il Tettuccio. Oggi il bene è ipotecato e nelle mani delle banche a causa di un mutuo scellerato fatto nel passato. La ricerca di un nuovo accordo con gli istituti di credito è andato di pari passo con il più ampio progetto di risanamento e rilancio, che vede appunto l’acquisto del Tettuccio, l’immissione di liquidità nelle casse societarie, la composizione della vicenda debiti e la creazione di una società di gestione che si occupi della parte curativa, riabilitativa e anche culturale».

In questo “impianto” manca però il segmento del benessere.

«L’interesse per le Leopoldine di taluni privati, soprattutto Terme di Saturnia e gruppo Qc Terme, non è venuto meno. Si tratta di imprenditori che hanno già investito nella fase progettuale, ma che non sono disposti ad andare oltre di fronte a una società a rischio fallimento. Sono pronti però a rimettersi in gioco in presenza di un’azienda risanata».

Quale sarà il ruolo del Comune in questo piano?

«Può e deve fare la sua parte: con le tasse locali, con l’utilizzo degli spazi, con attività di promozione per grandi eventi».

Per concludere, assessore: ci sono strade alternative?

«No, il percorso è tracciato ed è sostenibile». —

David Meccoli

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