Italia
«La mia laurea? Una rivincita verso chi non credeva in me»
Tommaso Fanucci, di Montecatini, è affetto da una grave disabilità motoria e ha discusso la sua tesi all’Università di Pisa sulla mostra su Kandinsky
MONTECATINI. Mentre parla, non riesce a nascondere l’emozione. «Sono due giorni che piango per la gioia», confessa. Tommaso Fanucci ha 22 anni e si è laureato, con lode, in Discipline dello spettacolo e della comunicazione, all’Università di Pisa. Non l’ha fermato la grave disabilità motoria da cui è affetto fin dalla nascita né tanto meno i due interventi che ha superato, di recente. E neppure i lunghi, interminabili, mesi di riabilitazione. Tommaso Fanucci vive a Montecatini. Anzi, a Casina Rossa, come gli piace precisare. E anche se, nella sua giovane esistenza, ci sono stati momenti di sconforto, lui il sorriso e il coraggio non li ha mai persi. «Sono stati periodi difficili. Sento ancora dolore, a volte», dice Tommaso. Ma il dolore più grande, per lui, non è quello fisico. Ma a ferirlo, in passato, è stata la sfiducia della gente. Chi gli diceva che lui non l’avrebbe mai presa la laurea. E così, con il diploma in tasca, si è iscritto all’Università di Pisa, seguendo le sue inclinazioni. . «Sono uscito dalla scuola superiore con le ossa rotte e l’autostima sottoterra – ricorda il giovane, lo sguardo che s’incupisce – Professori e compagni non credevano in me, dicevano che non ce l’avrei mai fatta. Questa, per me, è stata una rivincita personale, oltre che nel campo dello studio. Ho dimostrato alla gente, a chi mi criticava al liceo, che io sono più forte di tutti loro».
Ma Tommaso Fanucci non ha mai mollato, neppure quando le forze sembravano abbandonarlo. E lunedì scorso, nel polo Piagge dell’Università di Pisa, ha discusso la sua tesi dal titolo “La mostra immersiva Kandinsky Color Experience” con tutor la professoressa Veronica Neri.
Erano in tanti ad ascoltarlo e applaudirlo, in quell’aula piena di gente: oltre alla commissione, c’era il rettore dell’Ateneo pisano Paolo Mancarella. E, ovviamente, amici e parenti che si sono stretti intorno a Tommaso nel giorno della sua laurea.
«È stato molto emozionante – ricorda Tommaso – vedere tutte quelle persone che mi vogliono bene, lì per me. Loro ci sono sempre state, anche nei momenti difficili. La soddisfazione è stata immensa, mi hanno fatto sentire così importante».
«Per questo – sottolinea il giovane– voglio ringraziare i miei genitori, ma anche tutte le persone che, in questi anni difficili, sono sempre rimasti al mio fianco. Ma il ringraziamento più grande va alla mia tutor, la professoressa Veronica Neri che ha definito la mia tesi un lavoro accurato, profondo e meticoloso. È stata una grande gioia».
«La tesi di Tommaso si articola in tre capitoli e in una ricca appendice conclusiva – spiega l’Università di Pisa – Il primo capitolo della tesi parte dalla nozione di comunicazione applicata al mondo della cultura e dell’arte per poi appuntare l’attenzione in particolare sul museo virtuale, sulle sue caratteristiche e sulla tecnologia che ne sta alla base. La seconda parte, invece, si incentra su un caso studio specifico, la mostra immersiva “Kandinsky Color Esperience”, allestita a Montecatini».
La gioia di Tommaso è incontenibile, mentre stringe tra le mani la sua tesi di laurea. Quel tomo, d’altronde, è la prova che con la forza di volontà si possono superare anche gli ostacoli all’apparenza più insormontabili. E, al tempo stesso, raggiungere tutti i traguardi.
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