Sicurezza
Terme e futuro, un documento condiviso da presentare al presidente Enrico Rossi
Le categorie sono al lavoro, insieme a Stefano Pucci, per scrivere la lettera. Ma i dipendenti non partecipano all’iniziativa
MONTECATINI. Un documento condiviso da sottoporre alla Regione lunedì 10 febbraio, giorno in cui è in programma la manifestazione in piazza Duomo a Firenze (Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza e della giunta) per chiedere una maggiore attenzione per le “nostre” Terme. È quanto è in preparazione da parte degli organizzatori (l’ideatore dell’evento è Stefano Pucci, titolare del Grand Hotel & La Pace, ma al suo fianco ci sono tutte le associazioni di categoria: dagli albergatori, ai commercianti, agli artigiani).
Il contenuto di questo documento non è ancora stato definito nei dettagli, in quanto sembra che le correnti di pensiero siano più di una: chi vorrebbe scriverci semplicemente i concetti chiave (in pratica un grido d’aiuto e di salvataggio per la città), chi invece vorrebbe suggerire le modalità, le strategie d’intervento da parte dell’interlocutore (la Regione).
Ma, in quest’ultimo caso, chi potrebbe dire di avere la certezza della soluzione giusta? «Nessuno – risponde il presidente di Assohotel Fabio Cenni – in quanto io, per esempio, sostengo da tempo che l’abbattimento del debito societario si possa ottenere solo con l’acquisizione dello stabilimento Tettuccio da parte della Regione. D’altra parte se è stato comprato l’Archivio storico Alinari, perché non farlo anche con il Tettuccio? Ma non ho certo la pretesa che questa sia l’unica strada: il mio è piuttosto un grido d’allarme per la seconda città turistica della Toscana, che rischia di entrare in una crisi epocale».
E allora cosa scrivere in questo documento che, lo ribadiamo, dovrà essere condiviso da tutta la città? «Dovrà certamente contenere – dice il presidente di Apam Carlo Bartolini – una parte emozionale, che sottolinei il nostro affetto per le Terme e il loro ruolo per l’intera Valdinievole. E, nella sostanza, chiederemo che sia risolto strutturalmente il problema: basta con le promesse e i faremo, servono risposte immediate, delibere concrete e non solo atti d’indirizzo».
Il documento, una volta pronto nella sua versione definitiva, sarà – come detto – consegnato il 10 febbraio in Regione. La speranza delle categorie, infatti, è quella di poter incontrare un rappresentante della giunta, se non il governatore in persona.
Ma se, come abbiamo scritto ieri, hanno già dato la loro adesione alla manifestazione tutte le associazioni e anche le parti politiche (tutte concordi nel non portare bandiere), gli organizzatori devono però incassare il “no, grazie” da parte dei sindacati e, di conseguenza, dei lavoratori delle Terme.
«Durante un percorso di trattativa, come quello in atto sui contratti integrativi, non si fanno manifestazioni», dice Luisella Brotini (Filcams Cgil). «Al momento non siamo intenzionati a partecipare», conferma Giovanni Bernicchi (Fisascat Cisl). «Stiamo ancora valutando la proposta di modifica all’integrativo che ci hanno presentato», dice Angela Bigheretti, Uiltucs. —
David Meccoli
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