Sicurezza
Spaccio anche a scuola: 3 patteggiamenti
Uno di loro aveva continuato a vendere hashish pure dopo che era stato arrestato finendo ai domiciliari
PESCIA. La voce di quello studente di terza che si diceva spacciasse all’interno della scuola era arrivata ai loro orecchi da alcuni giorni. E dopo qualche conferma, avevano deciso di attenderlo al varco. Così, quando, poco prima delle otto del mattino, il 19enne era sceso dall’autobus in arrivo da Buggiano e, zaino in spalla, si era diretto verso l’ingresso dell’Istituto agrario “Anzillotti”, gli investigatori del commissariato di Pescia lo avevano bloccato. E dai suoi slip erano saltati fuori 20 grammi di hashish, suddivisi in 26 dosi. Nella sua abitazione, in una custodia per occhiali trovata in camera da letto, i poliziotti avevano poi scoperto anche 5 dosi di cocaina: 2,2 grammi in tutto.
Era il 15 febbraio quando Fabio Vanni, 19enne di Buggiano, venne arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un arresto dal quale aveva poi preso il via l’indagine dei poliziotti di Pescia, diretti dal vicequestore Floriana Gesmundo, che aveva portato alla scoperta di una rete di spaccio, in particolare di marjuana, tra i giovani gravitanti di Chiesina, Buggiano e Ponte Buggianese. L’altra mattina (dopo la conclusione dell’inchiesta culminata con due ordinanze di custodia cautelare in carcere nell’agosto successivo) il giovane è comparso davanti al gup del tribunale di Pistoia insieme ad altri tre coetanei. Tre i patteggiamenti nel corso dell’udienza preliminare, tutti con la sospensione condizionale. Fabio Vanni ha patteggiato la pena di un anno e due mesi di reclusione: a lui era contestato unicamente l’episodio per il quale era finito in manette.
Due anni e sei mesi di reclusione invece la pena pattegguata da Matteo Matteucci, 21 anni, di Chiesina Uzzanese. Il 12 aprile scorso fu trovato a bordo di un’auto con 46 grammi di marijuana e uno di hashish. Sottoposto all’obbligo di dimora e di permanenza notturna nella sua abitazione, aveva però continuato a spacciare, sia in casa che fuori, e anche attraverso la sua fidanzata. Un centinaio le cessioni di marijuana che gli erano state contestate una volta che gli inquirenti avevano preso a sommarie informazioni i vari clienti: uno di questi aveva ammesso di vare comprato droga da lui anche a scuola, a partire da quando frequentava la seconda superiore.
Alberto D’Amico, 21 anni, di Buggiano, ha infine patteggiato 2 anni, 4 mesi e 20 giorni. Gli erano stati contestati oltre 150 episodi di cessione di stupefacenti, alcuni dei quali compiuti (addirittura in casa)nonostante si trovasse agli arresti domiciliari dal dicembre 2018: motivo per il quale aveva dirottato parte di suoi clienti abituali, fornendogli anche il numero di cellulare, su Matteo Matteucci.
Anche per la fidanzata di quest’ultimo (21enne di Montecatini) era stato chiesto il rinvio a giudizio: con il consenso del pm, ha ottenuto la sospensione del processo con la messa in prova, oltre alla revoca della misura cautelare dell’obbligo di dimora. —
Massimo Donati
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