Gioco
Soccorso pubblico, sono tre gli indagati nell’inchiesta sui rimborsi dell’Asl
Per la vicenda della cosiddetta “ambulanza fantasma” nel mirino c’è anche la ex presidente Ida Martellini
MONTECATINI. Sono tre le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della procura sull’“ambulanza fantasma” della Società di Soccorso pubblico di Montecatini. Inchiesta aperta dopo le tre lettere anonime che nell’aprile scorso vennero recapitate ad altrettanti ex dipendenti dell’associazione di volontariato: all’interno, anche una chiavetta Usb con registrata una conversazione dell’11 luglio 2018, in cui si parla di un’ambulanza ferma da tempo in un’autofficina, senza assicurazione e non a norma, che però – viene spiegato nella lettera – sarebbe stata fatta figurare ripetutamente in servizio, con le relative fatture inviate all’Asl per ottenere i rimborsi.. Fatto sta che nelle settimane scorse la Guardia di Finanza ha sequestrato della documentazione nella sede dell’associazione e, contemporaneamente, ha notificato l’informazione di garanzia ai tre indagati (i reati ipotizzati dagli inquirenti sono falsa fatturazione e truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale). Si tratta di Ida Martellini, Sergio Rastelli e Paolo Boldrini, all’epoca dei fatti oggetto delle indagini, rispettivamente, presidente, vicepresidente e presidente del collegio di verifica e di controllo.
Le lettere erano state infilate nelle cassette degli ex dipendenti del Soccorso pubblico all’inizio dello scorso aprile, un mese e mezzo dopo le burrascose elezioni per il rinnovo dei vertici dell’associazione, dopo settimane di scontri verbali, divisioni e tentativi di riunificazione (andati a vuoto) tra le due liste che si erano presentate al giudizio dei soci. Elezioni da cui era uscita vincitrice la lista dell’allora presidente (ora vice) Ida Martellini. È proprio quest’ultima al centro delle accuse del “corvo”, in quanto protagonista della conversazione registrata nella chiavetta assieme all’allora responsabile della fatturazione, Paolo Boldrini, e a un’altra persona.
Come detto, nella lettera anonima si parlava di questa famigerata ambulanza con sigla “Asl 2605 Alfa 62” a cui era stata sospesa la copertura assicurativa e che era ferma in un’autofficina di Massa e Cozzile, probabilmente in attesa della rottamazione. E che però compariva in vari servizi di fatturazione inviati all’Asl. Uno dei quali balzato agli occhi dell’azienda sanitaria a causa di un errore di compilazione, l’inserimento di un zero in più (da 150 a 1.500 euro) nell’importo di cui veniva chiesto il rimborso. Fatto che sembrerebbe essere al centro della conversazione registrata, in cui i tre protagonisti si mostrano preoccupati per questo errore macroscopico e, proprio perché tale, a loro dire, evidentemente involontario. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
